Smartz Records
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vinile  •  digitale  •  carta  •  offerta


• CD / CDr = ciddì / ciddì masterizzato
• CD+rom = cd + traccia dati
• LP = vinile 12"
• 10" / 7"EP = vinile 10" / 7"
• Zine / Book = fanzine / libro
• T-Shirt = maglietta
• Pin = spilletta
 
Smart mailorder

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Vinile
3/4HadBeenEliminated - DimethylAtonal Calcine

3/4HadBeenEliminated - DimethylAtonal Calcine

 - 2tx 7"EP (Shifting position 2006) - 5,00 €

Il progetto indie-ambient di Claudio Rocchetti, Stefano Pilia, Valerio Tricoli e Tony Arrabito.
3/4HadBeenEliminated was founded in Bologna, Italy, in 2002. Starting as a trio (guitarist/double bassist Stefano Pilia, turntablist/sound assembler Claudio Rocchetti, sound architect Valerio Tricoli) in 2004 the line up was extended to drummer Tony Arrabito. The music has a light melancholic attraction and freshness at the same time. It drives between ambient improvised textures and pop related loop like tunes. The group works with quite different and strange elements ranging from an unusual choral like voicing to electronic and mechanical effects occuring rough in between the songs. [Minimamedia.de]
Afraid! - S/t

Afraid! - S/t

 - 3tx 7"EP (Holydays 2007) - 4,00 €

Synth punk alla primi TDOAK. L'ultimo disco!
Ecco l'ultimo disco dei veneti, stavolta su vinile (copertina serigrafata con artwork di Canedicoda!) per la Holidays records del buon Blits. Tre tracce di synthpunk alla primi Death of Anna Karina, ovvero una botta della madonna! ...Non sono ancora riuscito a vederli dal vivo una volta, ma cercherò di provvedere asap.
Agatha - Getting dressed for a death metal party

Agatha - Getting dressed for a death metal party

 - 4tx 7"EP (Smartz / Wallace / Stress to death… 2007) - 5,00 €

Devastante all girls trio noise core da Milano, delicate come un camionista. Nuovissimo EP, disponibile anche su cd.
Punknoise abbestia dal trio di Milano. Pamela, Daniela e Claudia con quello che basta a distruggervi i timpani: basso/voce, chitarra e batteria, per un suono che ha origine dall'Amphetamine Reptile per arrivare ai più recenti zone Math-Hardcore. Il disco ha 2/3 diverse copertine, potete vestire e svestire le nostre eroine come vi pare e piace, basta sbirciare nel guardaroba interno…
Al Freddo / Failed Suicide Plan - Split

Al Freddo / Failed Suicide Plan - Split

 - 5tx 7"EP (TDD 2008) - 3,00 €

Ita / Germania screamo alla Raein / Converge su Tumorati Di Dio Records. Bello!
Al freddo are from Italy, they play that good "italian-way" (?!?) screamo in the vein of Raein, or early With love; Failed suicide plan are from Germany, they are more into From ashes rise / Converge stuff.
Altro - Aspetto

Altro - Aspetto

 - 11tx LP (Holidays 2007) - 10,00 €

L'ultimo disco degli Altro è ancora più essenziale e diretto degli scorsi. Undici tracce in 17 minuti, che nella versione su vinile si ripetono tali e quali sul lato b. Ho fatto la pace con il passato, ho preso un libro dei templari. Sono fantastici.
La senti l'urgenza? Sai di cosa parlo se dico la parola "essenziale"? 11 canzoni in 17 minuti scarsi. Come dire: 11 scatti di polaroid con il cuore in gola, oppure un treno che sferraglia lungomare (nel tratto pesaro-ancona?), che entra ed esce dalle gallerie e il paesaggio che scorre fuori sono luce/buio che si alternano veloci e ritmati. Qualcosa del genere. E tutto in apnea. Perchè il flusso è unico. 11 canzoni una-via-l'altra, con gli stacchi che servono solo a cadenziare ancora di più un disco tachicardico. E profondo. Perchè è questa la vera forza degli Altro: essere lucidi e andare giù giù e dire le cose con il loro nome, sembrare svagati nell'essere abrasivi, naif anche -perchèno- nel gridare ogni singola parola come fosse l'unica possibile, quasi urticanti -si può immaginare- per chi non maneggia determinate sonorità o ha le orecchie frollate da teenindiepop di 'stafava. E qui entra in ballo la faccenda del "punk", del suonare punk negli anni 2000 e farlo con coerenza, fantasia, gusto e per di più (o forse necessariamente?) in italiano, restando/essendo credibili al 100%. Senza scene, sceneggiate o scenate che siano. Anzi quelle restino pure fuori dai coglioni, grazie. "Cosi ora lo sai/ quanto è servito nascondersi/ ora che tutto è cosi diverso da prima/come è diverso da prima?" (da "Smettere") Questo "Aspetto" è il loro terzo disco (fuori per La Tempesta, dopo 2 uscite per l'ormai storica Love Boat). Sono passati 6 anni da quella meraviglia e sorpresa che è stato "Candore" (2001), sembrano 1000 o nemmeno 1, dipende sempre dalla prospettiva in cui si guardano le cose, ma se guardi l'essenza, e con gli Altro sei obbligato a farlo, non puoi che vederci una linearità e una vicinanza d'intententi/voglie/necessità esemplari. Da sempre tracciano il solco, difficile trovare riferimenti a cui accumunarli per presentarli a chi non li conosce. Difficile fare la sfilata dell'assomiglia a, del mi sembrano gli, del però si rifanno o copiano i. E di questo non li si ringrazierà mai abbastanza, che l'Originalità e l'Onestà in questo mondo di figurine di cartone (o rispettive- più cool e sfigate- proiezioni virtuali) sono non solo merce rara ma chicche di speranza. Già, perchè "non è scontato pensare che ci sei" (da "Federico"). Insomma, gli Altro sono loro stessi, fanno la loro cosa e la fanno bene. Benissimo. E così ci piace. Un perfetto incrocio tra gli haiku giapponesi e l'urgenza (rieccola) punk. Haiku Punk. Altropunk. La definizione che preferite datevela voi, a noi basta che teniate questo disco fra le cose belle e importanti. [Rockit]
Antithesis / Santantonio - Split

Antithesis / Santantonio - Split

 - 6tx 10" (Produzioni sante 2006) - 7,00 €

HC alla Converge / Canti gregoriani vs black metal svedese
Spettacolissimo 10" su vinile bianco trasparente diviso fra i piacentini Antithesis (vedeteveli una volta dal vivo che spaccano di brutto!) e i comaschi Santantonio. Canti gregoriani meets italian old school hc & black metal svedese. Papa boys have burnt my house! Un lavorone.
Bob Corn - We don't need the outside

Bob Corn - We don't need the outside

 - 10tx LP (Smartz / Madcap / Here I stay / Boring machines 2007) - 12,00 €

Meraviglia delle meraviglie!
... a great cat named tiziano (stage name: "bob corn") opens up the show on solo acoustic guitar and singing - he does some beautiful tunes that are very soulful, dancing skips w/his feet (even though he's sitting) to accompany him... [Mike Watt/Minutement, the Stooges]
Ho iniziato a credere che Bob Corn fosse un genio quando ho sentito la sua cover dei Belle & Sebastian. Suonata da lui diventa essenziale. Scheletrica. L'arte di riassumere tutto in pochi accordi. Fa freddo. Piove. Sono su un pullman. Il primo dopo tanti non funzionanti o fuori servizio. Milano sembra disabitata. L'inizio di "We don't need the outside" è come tutti gli inizi: una coppia. Tizio e Ahlie. Raccontano storie. Persone che si incontrano, che si piacciono. Piccoli paesi sconosciuti. Case. Candele. Nebbie da lasciare fuori dalla porta. Le paure si allontanano. Comincio ad immaginare. Seguo la musica. Mi si riempie la testa di nomi: Johnny Cash, Devendra Banhart, The Mountain Goats, Sodastream, Papa M. Ma pian piano se ne vanno tutti. Restano solo canzoni belle. Avanzo poco, fino al primo capolinea, l'autobus si ferma e si spegne. Si riaprono le porte. Entra il freddo. Entrano due marocchini che litigano forte, coprono la musica. Quando parte "The hottest autumn ever", però, mi guardano e abbassano la voce. "Rose in my past" e restano zitti. Come se l'arrivo di un angelo li avesse stupiti. Io mi addormento e sogno una torta calda e mio padre che mi dice "good night" (come a fine disco). Poi inizia "Reds between blacks". Due soli contro il mondo. Noi siamo due rossi, loro sono tutti neri. Il mio pullman si rimette in moto. Le gocce sul vetro iniziano a tremare. Le gocce c'erano già prima che salissi? C'erano già queste canzoni prima che io nascessi? E' come se le conoscessi da sempre. Come se mio padre me l'avesse cantate quando voleva farmi addormentare. Ed è strano: mio padre non sa l'inglese e non conosce il folk. Poco importa. Davvero. Il più è che qualcuno – prima o poi - me l'abbia cantate. Trasmettono una calma sorprendente. Un caldo. Meglio di Sam Cooke. Continuo ad ascoltare. Mi avvicino a casa. Davanti al portone mi dice nuovamente "good night". Non posso addormentarmi adesso. Rimetto "My sweet, we're bright". Nevica. Piango. Nevico. Arrivo in casa, c'è una torta calda e mio padre con una chitarra in mano. Sorride. "Thanks for fire on my heart" gli dico io. Lui capisce. E' un disco bellissimo. Essenziale. Che vi riempirà la testa e poi se ne andrà. Come un padre. Vi terrà al caldo. Vi farà vivere altrove. Vi farà bene. Tenetelo tra le cose più care.
Cibo / Airlines of Terror - Split

Cibo / Airlines of Terror - Split

 - 4tx 7"EP (Escape from today 2008) - 4,00 €

Cibo: Torino hardcore / grind con membri de La Matematica. Airlines of Terror: punk / death metal / folk da Roma con membri degli Inferno. Versione solo vinile.
Cibo / Airlines of Terror - Split

Cibo / Airlines of Terror - Split

 - 4tx 7"EP (Escape from today 2008) - 6,00 €

Cibo: Torino hardcore / grind con membri de La Matematica. Airlines of Terror: punk / death metal / folk da Roma con membri degli Inferno. Versione vinile + CD stampato incluso; non hai scuse.
Contrasto / Nagasaki Nightmare - Rabbia trafigge immobile resa

Contrasto / Nagasaki Nightmare - Rabbia trafigge immobile resa

 - 14tx LP (Sons of vesta 2006) - 8,00 €

Contrasto: hardcore storico da Cesena, sempre attivi e prolifici non solo musicalmente (in prima fila al Confino squatt). Nagasaki Nightmare all'esordio con un dark-crust cupo e violento un po' alla Tragedy.
D.U.N.E. - L'ipotesi della stipsi

D.U.N.E. - L'ipotesi della stipsi

 - 5tx LP (Donnabavosa / TDD… 2008) - 9,00 €

One side picture LP tra Neurosis e Psichedelia con numerosi members of. LP + CDr da ascoltarvi in macchina (non avete più scuse!). E c'è dietro quella mente malata di Nico dei Laghetto...
Per la prima uscita i D.U.N.E. hanno deciso di curare ogni minimo dettaglio, così anche per il formato la scelta è caduta sul vinile 12” e sul particolare “one sided picture disc”, decisamente intrigante se ancora siete in grado di apprezzare certe sfumature. Sotto il profilo prettamente musicale, la formazione nasce dall’unione di musicisti già attivi con nomi quali Laghetto, Revolution Summer e Summer League, per dare qualche coordinata sul background dei tre D.U.N.E. e per iniziare la nostra marcia di avvicinamento ad un universo sonoro a dir poco interessante. Il sound che trapela dalle cinque tracce presenti in questo esordio è dilatato ma al contempo denso, spaziale eppure profondamente terreno. Gli stessi suoni elettronici che vanno a creare interferenze nella struttura prevalentemente “rocciosa” delle partiture, richiamano alla mente una spazialità decisamente umana e fallibile, come le goffe astronavi che solcavano pesanti i cieli nei film di qualche decennio fa. Ne nasce così una forma particolare di psichedelica slabbrata, che si proietta nello spazio in maniera dolente, quasi si dovesse prima liberare da pesanti catene che la costringono al suolo. Del resto, la stessa sensazione di claustrofobia promana dai testi, incentrati sulla ricerca di una via di uscita: dal corpo umano (nel caso del brano che da il titolo al disco), dall’acqua o dalla fissità delle nostre esistenze. Un lavoro non facile, quindi, eppure un lavoro dall’indubbio fascino e dalle molteplici sfaccettature, di certo un buon punto di partenza per una formazione che ha scelto un approccio privo di limiti o preclusioni di sorta. [Audiodrome]
Dead Elephant - Lowest Shared Descent

Dead Elephant - Lowest Shared Descent

 - 8tx LP (TDD / Holidays… 2008) - 10,00 €

Enorme devastante noise / hc tra Neurosis e Don Caballero.
Questo è un disco definitivo, che negli anni vi pentirete di non avere. Con featuring di OxBow e Zu, un devastante percorso sonoro all'interno dell'incubo di una delle band più spaventose d'Italia. Abbilo, confezione super che merita. Cover di Marco Corona.
Nuovo disco per i Dead Elephant (solo di recente ho scoperto che devono aver fatto degli EP autoprodotti) e come accade spesso, doppia produzione, visto che simultaneamente il disco esce su Donna Bavosa e Robotradio. Inizierei subito col dire che per chi non li conoscesse gli "elefanti morti" fanno "roba pesante" con parecchie influenze di hardcore e metal evoluto che ha in Neurot, Hydrahead, Albini, e nel noise i suoi punti cardinali. Produzione adeguata per un disco di questo tipo ed affidata al competente David Lenci che tenendo fede alla sua storia personale, lo fa suonare bello tosto ma per nulla metal, la voce (che per quel che mi riguarda è l'unica cosa che a volte ha dei risultati altalenanti) comunque trova una sua posizione ben precisa, visto che comunque Lenci ha trattato il lavoro facendolo suonare perfettamente amalgamato come da copione. Nu-metal? Vade retro! Proprio per quello ho iniziato parlando del suono: i Dead Elephant si devono essere nutriti di una bella quantità di noise e post-rock di quello che non si è scordato a casa il distorsore e quindi dagli Shellac ai Don Caballero, però questo è un dato che emerge più prestando un occhio alla rifiniture, il disco è soprattutto in debito con l'hardcore ed il noise evoluti, quindi oltre alle etichette menzionate direi di mettere nella valigia anche Steve Austin (soprattutto quando ha iniziato a non farsi troppi problemi di essere anche un metallaro), un pochino di stoner di quello meno vintage e quel tanto che basta di dark ambient nei passaggi (cose che purtroppo spesso rimangono relegate solo al disco perché la gente vuole l' "headbanging"), ma anche in questo direi che i Neurosis più che un riferimento per tutti siano stati un po' quello che On The Road è stato per una generazione di americani (che hai detto?...Un libro da sporchi fricchettoni?... no, non intendevo questo). Se non fosse che sto per menzionare gruppi, che seppur su etichette che fanno moda, sono minori, direi che a tratti gli elefanti si trovino idealmente in un punto mediano sulla retta che unisce i Keelhaul agli Old Man Gloom più cupi. Sul disco trovano spazio le comparsate di Luca Mai degli Zu e del mai sufficientemente osannato Eugene Robinson degli Oxbow (negro, gay e che fa musica estrema in un gruppo che mediamente viene considerato marginale perché è troppo senza senso: lo eleggerei immediatamente ad eroe di sempre) ma questi sono particolari secondari, anche se messe dove sono le due cose fanno la loro porca figura. Seppur con qualche piccolo neo, un gran bel disco che si staglia in modo netto dalla media dei gruppi che "minchia facciamo un gruppo come gli Isis?... come hai detto Neuros-che? Chi sono?" [Andrea Ferraris su Sodapop]
El Thule - Green Magic

El Thule - Green Magic

 - 8tx LP (Heavy Birth 2007) - 18,00 €

La punta di diamante dello stoner rock italiano. Un'ora di musica su doppio LP verde da 160gr, e in regalo un DVD con pezzi live ed un videoclip.
Da sempre più tempo sono oramai convinto che la qualità in Italia di un certo genere musicale sia superiore ad altre scene europee. Parlo di quel misto di stoner/garage/fuzz che da un po' di anni ci sta regalando tantissimi gruppi davvero impressionanti: Ojm, Smalll Jackets, Torquemada, Grand Sound Heroes, Alix, Midryasi, Kill The Easter Rabbit e sopratutto gli El-Thule. La band bergamasca giunge all'importantissimo secondo album dopo che con il debut di tre anni fa, "No Guts, No Glory", erano riusciti a suonare nei festival di mezza Europa facendo da spalla a band come Orange Goblin, Witchcraft e On Trial. L'inizio è affidato a "Shaman", riff maestoso a giro che si scatena in un boogie stoner rabbioso davanti al quale si rimane impotenti. E' strepitosa la voce di Mr. Action, uno che oltre a ululare canta anche (una rarità di questi tempi). "La Cruda" è rassicurante quasi come le urla che alleviano un dolore, fuzziana e pesantissima allo stesso tempo con una coda finale da infarto. "Adam Bomb" (uh, l'avranno dedicata a quell'Adam Bomb?), è incontrollata, una scheggia impazzita con assoli wha wha e batterista che getta le bacchette per usare due spranghe di ferro. L'atmosfera è quella di una musica caldissima, bollente, e anche l'uso della lingua spagnola nei titoli ne contribuisce ad aumentare l'effetto, come nella strumentale psichedelica "La Muela Del Diablo", che dopo un lungo, iniziatico intro preparatorio si fa sommergere da tom-tom tribali e parte una folle corsa verso il più buio dei mondi. C'è spazio anche per un brano come "Black Mamba" il cui riff iniziale sembra provenire da un disco degli Iron Maiden! Fortunatamente (o no?) poi le atmosfere plumbee ritornano a impadronirsi della scena. Questo è un disco di importanza capitale per il genere. Sessanta minuti difficili da dimenticare. [Nerds Attack]
Experimental Dental School / Blown Paper Bags - A split seven inch

Experimental Dental School / Blown Paper Bags - A split seven inch

 - 4tx 7"EP (Cragstan astronaut 2007) - 4,00 €

Oakland elettropunk schizzato vs super-disco-wave da Genova ex Lo-Fi Sucks!
E tornano pure loro, i Blown Paper Bags, autori poco più di un anno fa di un lavoro – "Arm Your Cameras", uscito per Suiteside – ampiamente esaltato sulle pagine di Rockit. Stavolta la band genovese condivide il – caotico, ovviamente – palcoscenico con un progetto no-wave statunitense, gli Experimental Dental School, protagonisti del lato A di questo split. La loro formula prevede cantilene a bassa fedeltà, condite dai rumori sconnessi tipici di chi ha un approccio scrauso con gli strumenti. Decisamente fichi. Ma se proviamo un amore sfacciato per i Paper Bags un motivo ci sarà. E il lato b del vinile conferma e rilancia, mostrando i nostri nella loro forma migliore. Ripulito il suono da ogni incrostazione dissonante, il quintetto ligure si lancia in due brani che sono un groviglio di tastiere dance anni Novanta (l'inizio di "Krautcore Vs. Blogbore" sembra un tributo all'immensa "Rhythm Is A Dancer" dei sempiterni Snap), ritmi forsennati, melodie orecchiabili e voci urlate più o meno all'unisono. Dei pazzi furiosi, insomma, che al confronto i Go! Team sembrano una cover band di Cristina D'Avena. Al termine dell'incontro, quindi, vittoria di misura per i Blown Paper Bags. Ma la partita è stata intensa e gli applausi sono tributati ad entrambe le squadre. [Rockit]
Forty Winks - Sweet sweet frenzy

Forty Winks - Sweet sweet frenzy

 - 4tx 7"EP (Equal rights 2003) - 4,00 €

Ottimo punk melodico da Bologna, il loro disco 2003.
Hanno suonato praticamente ovunque, dal Giappone agli States passando per la Scandinavia, coi nomi più grossi della scena pop punk mondiale (dai Blink 182 ai Bad Religion, dai Social Distortion ai Queens OF the Stone Age, dagli Alkaline Trio ai Nashville Pussy). Grinta a mille e cori sempre azzeccati, spaccano! Vinile grigio maculato stampato con vinile riciclato. Ottimo lavoro.
Gargantha / Le Tormenta - Split

Gargantha / Le Tormenta - Split

 - 6tx 7"EP (Salterò… 2008) - 4,00 €

Gargantha (melodic hardcore 90's style, in the vein of Satanic Surfers!) split with Le Tormenta (earth-grind-hardcore for human-animal-earth liberation!). 22 coproduttori!
Isobel - S/t

Isobel - S/t

 - 3tx 7"EP (Smartz 2005) - 3,00 €

L'esordio degli Isobel. Tre tracce ruvide e psicotiche, per gli amanti di Fugazi, Motorpsycho, Unwound…
Tre brani. Undici minuti. Il fruscio instabile del vinile. La sensazione di voltarsi e guardare (tornare) indietro. Nelle orecchie gli specchi del suono (quel suono) nato sul finire degli anni '80 in zona Washington DC (il punk che si fa definitivamente post, la pesante eredità do it yourself - una filosofia d'azione - di un certo hardcore, lo scarno lirismo di chitarre ai limiti della siccità). Fugazi, ammettono i canavesani (sì, roba nostra) Isobel, Unwound e Bikini Kill, potremmo aggiungere noi, pur nella consapevolezza di non riuscire a mettere del tutto a fuoco il soggetto. Something Better, Television e Introspective sono pietre scagliate sui bordi della nevrastenia da un cantato teso e dai colpi precisi di un'instancabile sezione ritmica, anche e soprattutto dal vivo. Mr. Albini è avvisato. [Rumore]
Kafka / Defdump - Split

Kafka / Defdump - Split

 - 5tx 7"EP (Smartz 2003) - 3,00 €

Ristampone su vinile arancione per gli eroi genovesi dello screamo e i loro compari Defdump (dal Lussemburgo).
Imperdibile split sette pollici stampato su vinile bianco (per la gioia degli esteti!) e con doppia copertina tematica da applausi (opera di Alessandro Baronciani degli Altro) tra una delle più longeve realtà hardcore del nostro Paese - i Kafka - e i lussemburghesi dEFDUMp, gruppo decisamente emergente del panorama underground nordeuropeo. La band genovese è quasi all'importantissimo giro di boa dei dieci anni di carriera e, nonostante questo, l'incazzatura per un mondo che gira all'incontrario è quantomeno rimasta ai livelli degli esordi, se non aumentata. Nei Kafka - non so bene quale sia la ragione - continuo a vedere vivo il fondamentale insegnamento degli Indigesti, sebbene il loro hardcore strillato e sofferto abbia un piega più moderna e i testi siano meno intimistici e ancor più aperti sull'aspetto sociale e - perché no - anche politico. Prendo un brandello della "postfazione" inserita in questo vinile, secondo me illustra perfettamente il (condivisibile) substrato ideologico che da un decennio muove gli attivissimi ragazzi liguri (tra l'altro, referenti italiani del movimento culturale transnazionale "Food Not Bombs"): "Noi rifiutiamo e […] vogliamo superare […] la vita come lavoro, il lavoro come unica espressione possibile di sé stessi, come unica forma alienata di quello che […] ogni essere umano è, e non può non essere. Né ci può accontentare, poi, la finta ora d'aria del cosiddetto «tempo libero», entro la quale gli automi del lavoro si mutano in burattini del divertimento, seguendo schemi che non sono altro che scaltre strategie per far consumare «cose» di cui non si ha realmente bisogno, o valvole di sfogo per pulsioni represse[…]". Urla e strepiti d'approvazione. E' poi la volta dei dEFDUMp, che ci fanno assaggiare tre episodi del loro ottimo hardcore evoluto verso la migliore nuova scuola. Durezza metallica, melodia, buone idee (musicali e non solo), spiccata personalità e sperimentazioni si fondono nella proposta di quella che potrebbe essere a breve una delle "new sensation" della scena accaccì mondiale, al pari di quanto oggi rappresentano gente del calibro di Poison The Well o Shai Hulud. Ammesso che i quattro di Tétange cedano un po' dalle loro (ammirevoli) posizioni intransigenti verso il music biz… [Dedication.it]
Lady Tornado / The Infarto, Scheisse! - Split 10

Lady Tornado / The Infarto, Scheisse! - Split 10"

 - 6tx 10" (Produzioni sante 2007) - 7,00 €

La disperazione.
Sempre più spesso le recensioni vanno a toccare anche l’aspetto grafico dei lavori, non tanto per una mutata considerazione di questo parametro nell’ambito dell’economia generale di un disco, quanto per un cambiamento oggettivo nel ruolo del cosiddetto “packaging”. Se, difatti, finora una bella confezione veniva il più delle volte utilizzata come specchietto per le allodole (magari al fine di combattere la tentazione al download), oggi sembra andare imponendosi una visione d’insieme che unisce i vari momenti della fruizione al fine di creare una vera e propria esperienza su più livelli. È il caso anche di questo split, in cui materiali utilizzati, tecniche grafiche, colori, testi e musica si fondono insieme a comporre un unicum sia sul piano emotivo che su quello squisitamente gustativo. In questo modo, l’impatto prettamente sonoro del contenuto viene amplificato e completato dalla manipolazione/visione del suo contenente, grazie ad un ritorno alla cura nella realizzazione come elemento integrante dell’azione creativa. Ecco perché diviene momento fondamentale di una critica compiuta il trattare anche aspetti che con le composizioni in note sembrano avere davvero poca attinenza e, qui ancor più che in altri casi similari, tessere le lodi di chi ha così sapientemente saputo plasmare e formare la profondità dello spartito, spingendolo oltre il suo naturale legame con l’universo acustico. Tocca ai Lady Tornado il compito di aprire le danze e il compito viene portato a termine nel migliore dei modi, grazie ad un incipit dai contorni vagamente lisergici, che va a slabbrarsi prima di cedere il passo ad una vera e propria colata di dolore e disperazione. Chitarre dal suono tagliente e sgraziato creano la colonna sonora per liriche che suonano come unghie su un muro, meglio, dita ormai spuntate che tentano di aprirsi un varco attraverso un muro imbrattato di sangue e cheratina. È un suono viscerale e tormentato quello che delinea le tracce a firma Lady Tornado, materia pulsante che ha la stessa consistenza del corpo umano: carne e ossa e sangue, elementi sparsi a caso sul pavimento e ricomposti senza seguire alcun manuale di anatomia. Differente l’approccio che contraddistingue The Infarto Scheisse, meno belluino ma non per questo meno reale: i contorni si fanno più precisi, ma la visione di insieme non è per questo più tranquillizzante. Al contrario, l’urgenza di esprimersi diviene schizofrenica e passa dall’esplosione all’implosione, dalla rabbia riversata sugli altri alla disperazione di chi si chiude sempre più in sé stesso. Proprio questo passaggio per momenti di apparente quiete/riflessione rende ancora più devastante il momento della deflagrazione, dualismo ineluttabile delle dinamiche umane. Non c’è vera soluzione di continuità tra le due parti, piuttosto una differente prospettiva da cui osservare la stessa scena e chissà perché vengono alla mente le immagini che accompagnano gli artwork degli Unsane o magari gli scorci di obitorio a firma Serrano. Ma qui si va sull’interpretazione personale, nulla a che vedere con l’oggettività e la concisione che una recensione dovrebbe avere. Chiediamo venia. [Audiodrome]
Laghetto / Violent Breakfast - Split

Laghetto / Violent Breakfast - Split

 - 3tx 7"EP (Smartz / Donnabavosa… 2005) - 3,00 €

Chicca! Non fare la cozza, diventa una pera! Gli eroi bolognesi alle prese con un lungo delirio post-pocapocalittico, e i pisani Violent Breakfast in due pezzi di aggressivo emoviolence. Una coproduzione Donnabavosa, Smartz, ProduzioniSante, Concubine e Son on vesta su vinile verde trasparente.
Le Tormenta - Resést

Le Tormenta - Resést

 - 3tx 7"EP (Equal rights 2007) - 4,00 €

Nero ed impegnato quanto musicalmente vario (...dall'emo al metal, passando per il crust), e un packaging bellissimo. Emozioni e rabbia parlando di Resistenza, "intesa come forza di volontà, come capacità di non farsi sopraffare dal meccanismo, non accettare di lasciarsi andare nel vuoto, rifiutare una vita imposta che annulla ogni capacità di provare emozioni". Il tutto benefit per Senza Gabbie + Cassa di Solidarietà Anticarceraria. Sostenere!
Memento Mori - S/t

Memento Mori - S/t

 - 6tx 7"EP (Agipunk 2005) - 3,00 €

Torino hardcore nero, come nero era Confusione, senza un pelo sulla lingua. Casa auto lavoro tanto domani muori. Avete capito no? Cinque tracce più freccia, dei Nerorgasmo. Avete capito no? E una decina di pedali solo per il basso, "sono tutti distorsori" dice. Avete capito, no?

Memento Mori / Milkadd - Split

 - 14tx LP (Diy 2008) - 7,00 €

Torino hardcore nero ex-Confusione / Torino punk-hardcore.
Rosolina Mar - Before and after dinner

Rosolina Mar - Before and after dinner

 - 12tx LP (Wallace 2005) - 12,00 €

Instrumental rock con cenni di colonne sonore anni 70, il loro 2° album, eclettico e spiazzante. Per me un capolavoro.
Un anno dopo il precedente s/t, ritornano i veronesi Rosolina Mar, con un passo più deciso, dove pur mantenendo la passione per titoli meta-demenziali (Domenica Mattina la Benedizione dei Trattori, Mingozo di Mongozo ), si tuffano meglio che prima negli elettrici anni 7o, specie nell'imperversare sul wha-wha, quasi sforando nell'acid caro agli inseguimenti alla Harry Callahan, per quanto resti ancora dietro l'angolo il canale mono del miglior funk. - Senti in merito Isa Eyes, unico brano dove s'introducono a tradimento due parole di cantato, - o le brevi et intense Tuttopapetti e Protopapetti. Poi mentre la title track come Car Patch (D-tone) piegano più sul lato free-jazz delle due chitarre e batteria, Flesh Dance tocca la scuola fusion, mettendo da parte le malinconie e focalizzandosi invece sull'eccitazione dei cambiamenti della sezione ritmica. [Komakino]
Settlefish - The plural of the choir

Settlefish - The plural of the choir

 - 15tx LP (Unhip 2005) - 10,00 €

Postrock su Unhip / DeepElm
Il concetto è semplice: quintetto da Bologna. Gli ospiti sono rinomati: Carlo Masu e Ferruccio Quercetti (Cut), Jukka Reverberi (Giardini di Mirò). L'artwork e la fotografia sono a cura rispettivamente di un mostro (Tae Won Yu) e una fata (Giulia Mazza), con risultati conseguentemente fiabeschi. La produzione artistica è di un certo livello: Brian Deck (chi non sa chi sia salta la cena); le due etichette pure: Deep Elm da un lato, Unhip Records dall'altro. Dicasi Settlefish il totale (che non è solo la somma) degli addendi precedentemente elencati. E voilà, senza mettersi ad elencare tutti i tour USA e UK, senza menarsela con le collaborazioni e con gli intrecci di nomi e persone e fatti ed eventi. Basta con le recensioni biografia e stop alle telefonate. Quando il pulsante diventa rosso non resta che partire. C'è una questione particolarmente importante che sta alla base di "The Plural Of The Choir", primo disco del quintetto bolognese con cadenza canadese pubblicato anche per un'italiana e non solo per la 'solita' Deep Elm. La questione non è relativa ai trampoli, bensì alla capacità di mantenere se stessi su un piccolo pezzo di spago. Solo gli equilibristi bravi, infatti, riescono a stare in bilico fra Modest Mouse e At The Drive In senza cadere miseramente nella banalità. I Settlefish sul filo non solo si trovano a loro agio, ma alla quiete preferiscono un nervosismo lucido e ammaliante. Danzano quasi, come se quel filo avesse una piattaforma misurabile non in millimetri, ma in centimetri o qualcosa di più. Eppure non c'è coraggio senza naturalezza. E qui la naturalezza domina. Basti vedere la bravura con cui i cinque mutuano le chiare influenze di cui sopra in un agglomerato chitarristico geneticamente indie, che ha però in una solida base ritmica una decisa spinta propulsiva verso la dinamicità. Se poi ci mettete sopra un cantante emo che sa cantare (non certo una prassi), la convulsione è cosa fatta. I Settlefish non sono solo questo, però. Sono capaci di raffinatezze e sussurri, quando chiedono alle chitarre di muoversi sottovoce e lasciano più spazio al piano, ai tuffi di note e alle cascate di emozioni. Sono poi ottimi piloti di arpeggi, quando come Senna inferociti aggrediscono la curva chiedendo alla macchina di dare tutto e ancora di più, come fosse l'ultima volta. La loro bravura sta nel loro essere se stessi e nel loro farlo bene. "The Plural Of The Choir" sarà un album che darà soddisfazioni. E' caratterizzato da quel suono che non ha nulla a che fare con l'Italia, ma non è l'ennesima copia carbone sbiadita e annegata nell'olio fritto che siamo soliti sorbire quando gli italiani giocano a fare gli americani o gli inglesi. Io credo ci possa essere credibilità anche facendo musica dal respiro internazionale, che di italiano non ha nient'altro che l'anagrafe. Io credo che si possa farlo perchè, quando si cede alla fascinazioni con la stessa classe di un medio gentleman che bacia la mano sfiorandola solo con un soffio, la donna arrossirebbe indipendentemente dalla lingua in cui le dici che sì, l'ami, perchè non andiamo via insieme? In fondo anche solo mezz'ora potrebbe bastare. Forse. [Carlo Pastore su Rockit]
Standstill - Memories collector

Standstill - Memories collector

 - 10tx LP (Bcore 2002) - 8,00 €

Emo, postcore, su Bcore.
Forse il disco della svolta? A distanza di un solo anno da The ionic spell, e centinaia di concerti in tutta Europa, gli Standstill uscivano con un disco più calmo (a parte qualche splendida sfuriata) e pensato. Bei tempi, quando erano costantemente in tour.
Sumo / Ed - Split

Sumo / Ed - Split

 - 8tx 7"EP (Smartz / NC / Salterò 2005) - 4,00 €

Punk punk punk da Bologna. Ultime copie.
Eccolo! I Sumo dal vivo mi ricordano gli Altro, ma molto più punk. E poi è la prima volta che vedo un batterista saltare negli stacchi! Gli Ed, anche loro da Bologna, suonano un hardcore grezzo e diretto alla primi Indigesti. Split vinilico con 8 tracce, grafica paiura a cura di Blu e doppio inserto all'interno. [Smartz]
Three in One Gentleman Suit - We built today

Three in One Gentleman Suit - We built today

 - 12tx LP (Black Candy 2008) - 12,00 €

L'ultimo disco, sempre meglio!
I Three In One Gentleman Suit sono uno dei segreti meglio custoditi della scena indipendente italiana, nonostante l'enorme numero di concerti in giro per l'Italia e l'Europa. Un fatto che, a pensarci bene, è uno scandalo vergognoso. Che speriamo venga cancellato con questo nuovo "We Built Today". E diciamolo subito, allora. I Tiogs hanno inciso il loro capolavoro. "We Built Today" è un album sorprendente. Per la qualità di scrittura. Per l'abilità di rileggere il passato – certo indie rock degli anni Novanta – con la spensieratezza di chi non ha nulla da dimostrare, se non di saper produrre grandi canzoni rock. Per la capacità di sdoganare la dissonanza senza perdere d'occhio l'accessibilità. Noise per le masse, dunque. Senza che questo suoni come una bestemmia. Ciò che davvero colpisce è il mosaico che nel corso degli anni il trio proveniente dall'Emilia Romagna è riuscito a comporre. Col primo cd la band sfoderava uno dei migliori lavori post rock del periodo, pur con tutti i debiti stilistici che l'ottimo Paolo Polacchini (bassista e cantante del trio) doveva alle corde vocali di Geoff Farina dei Karate. Col seguente "Some New Strategies" i Tiogs prendevano il prozac e spingevano l'acceleratore. Più impatto, più distorsioni, più acrobazie ritmiche. Oggi "We Built Today" completa la quadratura del cerchio. E spacca alla grande, grazie a un pugno di canzoni che fanno piazza pulita di tutte le influenze passate e tonificano la vena creativa del gruppo neanche si trattasse di aspirina. "Torn Hidden Lost" e il suo assalto melodico. L'ossessiva ballata robotica di "Season". La delicatezza acustica di "No Beginning" e il contrappunto indie rock di "No End". Per tutta la durata dell'album colpisce la maturità raggiunta dall'interpretazione di Polacchini, la poderosa inventiva armonica del chitarrista Giorgio Borgatti, il vigore tribale del batterista Federico Alberghini. Ciò che hanno costruito oggi i Tiogs, insomma, è qualcosa di notevole. Vitale. Una carica di urgenza rock e passione sonica che non sentivamo dai tempi gloriosi degli Unwound. O degli Shipping News. E scusate se è poco. [Rockit]
To the Ansaphone - S/t

To the Ansaphone - S/t

 - 3tx 10" (Holidays 2008) - 7,00 €

Post punk + synth, dopo tanti anni sono tornati! Figherrimo.
To the ansaphone new 10" shows us the band exploring the realm of cut-n-paste music assembling. So, after so much time, three new songs recorded between their home base and the studio during the last five years - with long, long breaks due to the fact that the band members have been spread all over the world - are now collected in a very limited edition, on vinyl only.
Un Giorno in un Attimo - S/t

Un Giorno in un Attimo - S/t

 - 7"EP (diy 2006) - 3,00 €

Esordio su vinile per i bergamaschi Un giorno in un attimo, suonano postcore sulla scia degli ottimi Fine before you Came, ma in italiano.
Un Quarto Morto - La semina e il raccolto

Un Quarto Morto - La semina e il raccolto

 - 8tx 7"EP (Klas / Dying diy… 2007) - 3,00 €

Hardcore italico veloce e diretto, 8 tracce su un 7" quindi fate voi… Loro sono gli ex-Slight, da Pesaro.
Van Pelt (the) - Same as stone / The swede's down…

Van Pelt (the) - Same as stone / The swede's down…

 - 2tx 7"EP (Red cars go faster 2005) - 4,00 €

Indie rock. Chi non li conosce? 2 tracce inedite su Red Cars!
The Van Pelt 7" featuring two unreleased songs recorded in 1994/95 at wgsn studios in Washington dc by Geoff Turner (Gray Matter) is out now. These songs have never seen the light and were played by the same members of the first album, except for toko who joined the band a while later. This is the beginning of one of the most seminal bands of the last decade, it's a kind of document of how the whole thing started. It starts here and ends in the last months of ’97. This is the prologue. It comes on black and brown-that-actually-looks-a-way-bronze. Great artwork by Angelino/LaQuiete. [Amiam]
Vuur / Grinding Halt - Split

Vuur / Grinding Halt - Split

 - 13tx LP (Shove 2007) - 7,00 €

Per i belgi Vuur 7 nuove canzoni col nuovo cantante. Screamo violence hardcore nero ed etica punk. Alla Acme, Drop Dead, Rorschach, Reversal Of Man, Born Against. Sull'altro lato gli olandesi Grinding Halt, conosciuti come la band dell'ex cantante degli Shikari e l'ex chitarrista di The Last Mile. Veloce hardcore punk con parti più stoner/sludget…
Vv/aa - Al confino

Vv/aa - Al confino

 - 4tx 7"EP (Al confino 2006) - 4,00 €

7" compilation benefit per i sei anni di occupazione del Confino, lotta ed autogestione senza vincoli nè compromessi. Vi prendon parte Le Tormenta, Contrasto, Kontatto e Campus Stermini. Librettone con tantissime cose da leggere, foto e testi tradotti... lavorone.






Digitale
Afasia - Voltare pagina

Afasia - Voltare pagina

 - 15tx digipack CD (Salterò… 2008) - 6,00 €

Anarchopunk da Messina, '80 style, velocissimo e ben fatto. Coprodotto da 30 e dico 30 etichette, da Salterò a Bar La Muerte, da El Paso a Fortemente Indiziati…
Affranti - Lontano da qui

Affranti - Lontano da qui

 - 11tx CD (Smartz… 2005) - 6,00 €

Hardcore nero ed angosciante da Savona. Splendido.
Il nuovo disco degli Affranti sembra semplicemente la continuazione dello scorso "Ciò che rimane", solo più arrangiato ed ancor più ricercato nel connubio suoni-parole. Ed immagini, visto che il cd contiene anche una traccia video di "chi sono io? chi sei tu?" con disegni di Carla Murialdo. Le angoscianti parole delle 11 tracce che ne fanno parte ("c'è qualcuno? c'è qualcuno qui dentro? adesso posso aprire gli occhi?") sposano ottimamente un suono che nasce sì dall'hardcore (quello vecchiamaniera, Kina e Negazione per intenderci), ma che non disdegna atmosfere più nere e chitarre più metalliche (ma non metallare). Il tutto coadiuvato da un bel librettone, tutto in bianco e nero, fitto di pagine e contenuti. Ritrovate 5 copie, affrettarsi.
Agatha - Getting dressed for a death metal party

Agatha - Getting dressed for a death metal party

 - 4tx CD (Smartz / Wallace / Stress to death… 2007) - 6,00 €

Devastante all girls trio noise core da Milano, delicate come un camionista. Nuovissimo EP disponibile anche in vinile!
Punknoise abbestia dal trio di Milano. Pamela, Daniela e Claudia con quello che basta a distruggervi i timpani: basso/voce, chitarra e batteria, per un suono che ha origine dall'Amphetamine Reptile per arrivare ai più recenti zone Math-Hardcore. Il disco ha 2/3 diverse copertine, potete vestire e svestire le nostre eroine come vi pare e piace, basta sbirciare nel guardaroba interno…
Allun - Et Sise

Allun - Et Sise

 - 15tx CD (Bar la muerte / Snowdonia 2000) - 8,00 €

No wave, improvvisazione stortissima. Sono matte!
Allun et sise, nulla esiste probabilmente dietro le quindici tracce squinternate che compongono l'album d'esordio di queste quattro fanciulle di Vigevano con la passione per i Residents e per gli anagrammi. Nulla esiste almeno a livello di significato, perché in quanto a estetica, creatività e pathos, ce n'è di che insegnare a tanti pretenziosi musicisti classici. No wave, certo, come altro si potrebbe non definire la musica di queste non musiciste? Esemplare in questo senso è la traccia d'apertura, "Manichini", nella quale i suoni più improbabili si sovrappongono apparentemente senza logica, mentre una voce psicotica e un organo fatuo creano un clima da thriller di notevole effetto. I riferimenti e le soluzioni adottate durante lo svolgimento di tutto il disco sono alquanto varie e sfaccettate. Si va dai vocalizzi da soprano con contrappunto di frullatore in "Rennipinim", al flauto preso in prestito dai primi Royal Trux di "Nwolc", alla pura lezione residentsiana di "Eigub", alle rivisitazioni dei Mars in "Miele". Gli episodi maggiori sono "Erapocs" con chitarre giapponesi e un testo completamente letto al contrario che trasportano l'ascoltatore in una dimensione esotico-orientale e la ghost track finale, una infantile e stral(l)unata jam session dove si incontrano un organetto alla Quintron, uno xilofono (o quello che è), il solito flauto, vocalizzi da bambina ritardata, pezzi di batteria, fischietti e chitarre suonate nei registri più irritanti. Completano l'opera quattro frammenti minuscoli per lo più assordanti alla maniera del grindcore di cui non ci è dato sapere il nome visto che sul booklet, in corrispondenza del numero della traccia, ci sono dei disegnini stilizzati. Bisognerebbe costringere tutti i patiti di fusion ad ascoltare questo disco per insegnar loro come si fa a creare emozioni in musica e stupire veramente l'ascoltatore.
Almandino Quite Deluxe - Violent Potato

Almandino Quite Deluxe - Violent Potato

 - 9tx digipack CD (Wallace 2007) - 8,00 €

Che cosa vi aspettate da un duo chitarra batteria che suona mascherato da lottatori di wrestling??? E' ovvio: rock and roll!!!
Che cosa ci fa un gruppo noise-garage-blues nel catalogo della Wallace Records, perlopiù orientata verso i territori dell’avant rock e della sperimentazione? A rendere la proposta del duo bolognese perfettamente congeniale all’etichetta suddetta è un’attitudine abbastanza fuori dagli schemi. Innanzitutto, una strumentazione scheletrica e minimale (solo chitarra e batteria), poi una presenza scenica che non lascia indifferenti: un ragazzo e una ragazza che indossano maschere da wrestler messicani, e si dimenano sugli strumenti come degli ossessi. E infine la musica: un r’n’r primordiale, convulso, frenetico e selvaggio, che unisce garage, noise, blues e un pizzico di no wave e free rock (ascoltate “Proud To Play Loud”). Prendete i Cramps più malsani (la title-track), il r’n’r destrutturato dei Pussy Galore, la furia iconoclasta del primo Jon Spencer (“My Beauticase Is Full Of Bones” e “Blue Bottle”), il noise-blues-punk incendiario degli Immortal Lee County Killers (“Witch Affair”) e degli Hospitals (“Monomaniac”), e avrete un’idea della musica suonata dagli Almandino Quite Deluxe. “Violent Potato” è il terzo album del gruppo, registrato e mixato presso i Ghetto Recorders di Detroit da Jim Diamond (storico produttore, nonché bassista dei Dirtbombs). Nove pezzi tiratissimi di stampo Fifties-Sixties ma con suoni terribilmente attuali: brani perlopiù strumentali, ogni tanto intercalati da gridolini isterico-deliranti e supportati da un drumming tribale, martellante. Che il prossimo passo della band sia quello di registrare con l’americana In The Red? Staremo a vedere. [Mucchio selvaggio]
Anatrofobia - Brevi momenti di presenza

Anatrofobia - Brevi momenti di presenza

 - 14tx CD (Wallace 2007) - 8,00 €

(Free) jazz in costante tensione fra ordine e chaos, modernità e tradizione. Chi poteva farlo uscire se non quel pazzo di Mirko Wallace.
Un album come "Brevi momenti di presenza" giunge completamente inatteso per chi aveva lasciato gli Anatrofobia col precedente (e ottimo) "Tesa musica marginale": facendo passare in secondo piano il caldo jazzcore stravinskiano tutto scatti e spigoli, il gruppo piemontese si getta negli oceani di silenzio di Supersilent e Starfuckers. La formula scelta è quella di session in presa diretta, niente sovraincisioni. Registrate in studio, ma si tratta della scaletta del tour 2006/2007. Il titolo già la dice lunga riguardo alla filosofia del lavoro: vuoti quantistici vibranti di tensione, attese sterminate improvvisamente spezzate da fremiti - apparizioni fugaci di coppie particella-antiparticella. Frasi multiformi che nascono e in un istante si annichiliscono, con matematica ineluttabilità. Silenzi che è difficile penetrare con le parole; solo dagli isolati "brevi momenti di presenza" si può sperare di coglierne, almeno in parte, il fascino e il mistero. E così si trovano pulsazioni orfane, frammenti ritmici, botta-e-risposta carichi di riverbero che non fanno in tempo a creare universi, ma li suggeriscono. Parole sparse, interrotte, ridotte in poltiglia subatomica. Poi, quaranta secondi di marasma geometrico, incastri sax-basso-batteria come architetture in ferro-vetro, creati più che dalle note dagli interstizi. La rottura della simmetria; forse un big bang. L'universo che ne segue è uno spiraglio di cinque minuti, sax "liberato" rincorso dalla sua antitesi ritmica e infine catturato, ricondotto al marasma da cui è venuto in un canto del cigno a base di live-electronics. Big crunch come un secondo big bang, uno scorcio di altre possibilità. E infine eccoli, gli Anatrofobia dei singulti bassistici, dei mille frastagliamenti e deragliamenti ipercinetici. Si concedono a sprazzi, sento/non sento, segmentano anche la presenza oltre a scale, metri e durate. Ancora silenzio, qualche eco metallica. Radiazione di fondo e correnti elettroniche, poi Terry Riley irrompe sulla scena: sovrapposizioni di funzioni d'onda, phasing, armonie cSound a strati, blu. La chiusura è di nuovo afasia: sax sospeso e fruscio di spazzole, qualche colpo di timpano che riecheggia nel nulla. C'è da augurarsi che "Brevi momenti di presenza" sia l'inizio di un nuovo percorso per la band, ancora più incentrato sul dialogo improvvisazione strutturata/composizione. Senza dubbio è sintomo della vitalità e della maturità del panorama jazzcore/math italiano, di cui gli Anatrofobia sono la punte di diamante in compagnia di Zu, Caboto, Calomito. Un disco entusiasmante, assieme denso e rarefatto, lucido e spirituale. E chissà dal vivo! [Ondarock]
Arsenico - Forti di incomprensioni instabili

Arsenico - Forti di incomprensioni instabili

 - 9tx CD (Smartz / El Paso / Mastello… 2004) - 5,00 €

Tornano gli arsenico più maturi e cresciuti che mai con un nuovo full lenght: 9 pezzi di classico hardcore torinese con innesti vocali alla vecchi Assalti Frontali, i groove dei Subsonica, ritmi mediterranei e molto altro. Registrazione enorme così come la coproduzione di ben 16 etichette italiane ed europee.
Secondo cd per gli Arsenico, che come il suo predecessore (oltre alla demo e al 7") è un buon disco di hardcore melodico con una vena di tristezza; ma non siamo di fronte ad un gruppo emo (seppure l'influenza dell'emo si faccia sentire). Gli Arsenico mostrano una buona dose di personalità e capacità di muoversi con naturalezza sia dentro che fuori dell'ambito hc, anche se a livello musicale si ricollegano ad una certa 'tradizione' torinese: non a caso alla produzione ha partecipato anche Massimiliano Bellarosa, che suonava la chitarra nei compianti COV e ha collaborato con molti gruppi, Fluxus su tutti. E proprio l'influenza di quest'ultimo gruppo fa capolino nell'opener 'Un altro colpo di tosse'. Gli altri brani si muovono su diversi binari dall'hc classico ('Herr Professor'), a variazioni emo ('TVB'), al flamenco ('Il ballo del bacino') lasciando addirittura spazio all'elettronica ('Pochi metri [RMX]'); interessante 'Fratello Servo', nella quale oltre ai già citati Fluxus si sentono echi di skate-hc. I ragazzi hanno molte buone idee in testa ed è impossibile non notarlo. Il disco è curato, sia nei suoni che nell'artwork. E' bene sottolineare che in entrambi il gruppo ha messo direttamente mano: un ulteriore segno di maturità e idee chiare. Anche questo disco è nato da una coproduzione di una miriade di etichette DIY, tra cui El Paso, Mastello, Smartz, Escape From Today (onnipresenti quando si tratta di hc proveniente da sotto la Mole) e Donna Bavosa (che ci ha regalato quel piccolo gioiello che è il disco dei Laghetto). Al solito l'unione fa la forza, e fa anche dei gran dischi a prezzi accessibili. [Hatetv]
Bava - L'ostile di vita

Bava - L'ostile di vita

 - 14tx CD (Smartz… 2007) - 6,00 €

Un cupo manifesto anticlericale, insofferente, radicale, blasfemo, dissacrante ed ironico in 14 tracce + fantasma. Chi ha conosciuto i Less than Zero dello scorso decennio sappia che qui ci sono la stessa voce (Lorenzo, boss di dixlexiqa - teorie e pratiche della relatività) e lo stesso basso (il suo molestissimo compare anche detto Moro). Finalmente il primo full lenght - dopo anni di concerti e un troppo breve Antipasto di bava - volutamente poco commerciale e poco commerciabile. Sconsigliato ai palati fini.
È sufficiente premere il tasto play e lasciarsi travolgere dal micidiale groove di “Nebbia A Luglio” per comprendere che i Bava non sono gruppo da prendere sotto gamba: bordate di suono post-core a cavallo tra minimalismo e rumore bianco, hardcore nel senso di violento, iconoclasta, urticante e sopra le righe. Corredato da testi ove la parola gioca tra continui rimandi e assonanze, immagini e sillogismi, L’Ostile Di Vita è un lavoro trascinante e coinvolgente, ma in modo sottile e mai scontato, così che il continuo tenersi in equilibrio sulla follia, alla fine, non risulta mai troppo faticoso e spinge a procedere nell’ascolto per scoprire tutte le carte in mano ai Bava. Si avverte l’ombra della deriva evoluta di casa Dischord, Fugazi in primis, e delle produzioni targate Amphetamine Reptile, ma anche una certa vena cara ai geniali Primus, cui avvicina anche il taglio surrealista e sarcastico delle parole, qui – come si accennava prima - elemento primario e non semplice contorno alle prodezze dei musicisti. Ce n’è per tutti e tutto, nulla sfugge alla penna della formazione e si capisce chiaramente come l’urgenza espressiva non venga qui asservita ad un fine stabilito a tavolino, ma neanche rotoli alla rinfusa, bensì si organizzi e si plasmi secondo un disegno capace di coniugare astrattismo e arte figurativa. Assistere a questa rappresentazione, perché alla fine c’è una buona dose di teatro nell’arte dei Bava, appagherà soprattutto chi non si pone limiti e ama viaggiare fuori dagli schemi prefissati, sfuggendo alle regole di mercato, perché in fondo: “È sempre un piacere veder bruciare bandiere”. Il re è morto, lunga vita ai Bava! [Audiodrome]
Belli Cosi - Torino rock'n'roll starz

Belli Cosi - Torino rock'n'roll starz

 - 11tx CD (Smartz… 2001) - 6,00 €

Il testamento dei 4 piemontesi: nello stereo undici nuove canzoni, nel pc anche le versioni mp3 (hi fi!) dei passati vinili + un video + moltissime altre sturie. Fatelo vostro se ancora non ce l'avete.
Dalla motor city italica con la bandiera del DIY in una mano e quella dell'hardcore nell'altra, i Belli Cosi di Torino Rock'n'Roll Starz (Sborra e Smartz records) divertono, fanno pensare e a tratti mozzano il fiato con l'intensità lancinante di alcuni passaggi. Old school al meglio della forma. [Rumore]

Ecco qui in pratica un bellissimo disco. Il disco punk core italiano o nuovo rock che dir si voglia. Assolutamente eccezionale, non c'è che dire. Dopo otto anni le rock star torinesi sfornano un vero e proprio discone. Perchè dico questo: perchè un disco va fatto in questo modo, non c'è nulla da dire. 11 pezzi eccezionali. Arrangiamenti meravigliosi di chitarra basso e batteria su cui si incastra la voce, tutto fuso. In pratica ti levano le parole di bocca e te ne insegnano anche altre che ancora non conoscevi, è questo il bello. Per chi ama l'hard core punk italico è un disco essenziale a prescindere da quello che si è accomulato nella propria discografia. Senza stare a vedere meticolosamente tutto quello che succedeva oltreoceano, i bellicosi si sono costruiti negli anni una propria indentità, ma non con metodo, non sarebbe infatti questo il risultato, ma con la spontaneità che rende il tutto milgiore. Fanno valere la propria identità e ci dicono "ecco abbiamo perseverato sulla nostra strada e siamo riusciti a fare un discone!". Quindi potenza, alcune parti abbestia, altre cadenzate, e poi si fa valere quella breve parola a cui molti di voi che leggete questa recensione siete affezionati: CORE. Io, per lo meno, ci sono sempre molto affezionato. Ecco ha un senso dire punk core. E soprattutto hanno una qualità che gli va assolutamente riconosciuta, se lo meritano davvero: sanno cos'è l'ironia! Bellissimi testi sofferti, rabbiosi, amari, schersosi, e ironici, comunque a mio giudizo maturi. Davvero non mi capita spesso di sentire un intero disco con tutti i pezzi belli, perchè tutti hanno un loro essenziale valore intrinseco ed è stupendo poterli asscoltare tutti assieme. Non spicca nessun pezzo, o melgio, spiccano tutti. Ottima quest'altra parte della cospirazione mondiale del d.i.y. [mammamiaquantosangue]
Big Member - S/t

Big Member - S/t

 - 12tx CD (Smartz / Hot pop 2006) - 6,00 €

Da una costola (anzi, due) degli Spacciatori di Musica Stupefacente ecco un nuovo combo di nostalgici powerpop: se avete amato i Lemonheads di Evan Dando sappiate che qui si sfiora il plagio in più episodi. I found my love in a peepshow, peepshow, peepshooooow! 12 canzoni, carefreeness e design retrò.
Anni '60. Un juke box. I dischi trasmessi per radio. Alcune tracce di questo cd dei Big Member riportano indietro nel tempo. Atmosfere sixties, pop'n'roll ma anche dissonanze indie-rock. Diciassette pezzi per un totale di quasi 30 minuti di musica che scivola via veloce e armoniosa, che potresti lasciare suonare a ripetizione mentre scorre il tempo. Che non annoia e anzi ascolti piacevolmente. E' il caso del cd della band friulana che sembra inglese. Senza pretese di originalità ma semplici e diretti, i Big Member miscelano rock, pop e punk, richiamando Velvet Underground , Ramones , Eels , Smiths . Un gruppo italiano che canta benissimo in inglese al punto da non sembrare una band nostrana. "Danny's trouble" è un'apertura fresca e vivace che invita volentieri ad ascoltare l'intero disco, lavoro che si dimostra interessante anche negli altri pezzi, un' alternanza di momenti rockeggianti, più ritmati come "Down the window" ad altri più soft e cullanti come "Sergent Bubble". La melodia padroneggia deliziosa da suggerirti il replay in ogni traccia. Un pop semplice e pulito, lontano da suoni macchinosi, con momenti più dissonanti accostabili a certo indie-rock. Un disco da canticchiare, spontaneo e coinvolgente. [Rockit]
Blown Paper Bags - Arm your cameras

Blown Paper Bags - Arm your cameras

 - 7tx CD (Suiteside 2005) - 7,00 €

Indie rock + syntetizzatori dalla Genova ex Lo-Fi Sucks. Bello!
Arm your cameras proviene veramente da Genova, è un disco fatto in Italia che però ha un respiro profondamente internazionale. Questa piccola chicca da esportazione porta la firma dei Blown Paper Bags, riunitisi sotto tale sigla solo dallo scorso anno, ma provenienti tutti da precedenti esperienze in altre band cittadine. Ciò a cui assistiamo nelle sette tracce di questo mini-album è un'esplosione più o meno incontrollata di sonorità viscerali, tra ritmi stortignaccoli e spezzati, synth malconci e impazziti e bassi grassi che spargono olio sulla pista sempre più scivolosa. Il cd si apre con il "Blown manifesto" che ci fa presagire quello a cui andiamo incontro: una violenza riot-disco-punk che non disdegna le melodie più elementari. Elettronica analogica a profusione, in un tripudio di sintetizzatori Korg, Roland e Moog. Attacchi degni dei migliori Casio-terrorists. La vena poppeggiante dei Bis con la furia degli Ex-Models. Gli Help She Can't Swim in costume da bagno che tengono un concerto sul panfilo dei Beastie Boys. L'algore degli Adult sputtanato dall'attitudine guascona dei Junior Senior. E una massiccia dose di punkfunk rimasticato, a cui si accompagnano titoli farneticanti ed esaltanti come "Double Dragon On The Dancefloor", "Pass My Tape (to DFA)" e "European Secret Service". Un debutto assolutamente convincente, elettrizzante, bello come un diamante grezzo. [Rockit]
Bob Corn - Songs from the spiders house

Bob Corn - Songs from the spiders house

 - 7tx CD (Fooltribe 2006) - 7,00 €

Tizio e la sua chitarra acustica al secondo disco. Meraviglia.
Qualcosa di Bob Corn rientra nell’ordine del meraviglioso. non è facile spiegare la ragione per cui la sua musica, così semplice, è allo stesso tempo anche così sottile e complicata. da un lato le parole delle sue canzoni sono inequivoche e pulite, raccontano di caffè nero, tradimenti, paure ed, ovviamente, parlando di tutto questo, parlano essenzialmente d’amore; dall’altro le frasi della sua chitarra non sono da meno ed, anzi, gli si darebbero a cuor leggero esattamente gli stessi attributi e le stesse ragioni d’essere. songs from the spiders house segue sad punk and pasta for breakfast e lo supera. tutto il potenziale lirico ed intimo del debutto, ancora un pochino aggrovigliato, viene disteso e sviluppato egregiamente da una produzione molto più curata ed hi-fi, almeno quel tanto che serve a mettere in primo piano una voce insicura e penetrante, che qua è là gioca a sdoppiarsi, sussurrarsi e parlarsi, oltre che, propriamente, a cantarsi…
Bob Corn - We don't need the outside

Bob Corn - We don't need the outside

 - 10tx CD (Fooltribe 2007) - 10,00 €

Meraviglia delle meraviglie! E c'è anche su vinilone 12"!!!
... a great cat named tiziano (stage name: "bob corn") opens up the show on solo acoustic guitar and singing - he does some beautiful tunes that are very soulful, dancing skips w/his feet (even though he's sitting) to accompany him... [Mike Watt/Minutement, the Stooges]
Ho iniziato a credere che Bob Corn fosse un genio quando ho sentito la sua cover dei Belle & Sebastian. Suonata da lui diventa essenziale. Scheletrica. L'arte di riassumere tutto in pochi accordi. Fa freddo. Piove. Sono su un pullman. Il primo dopo tanti non funzionanti o fuori servizio. Milano sembra disabitata. L'inizio di "We don't need the outside" è come tutti gli inizi: una coppia. Tizio e Ahlie. Raccontano storie. Persone che si incontrano, che si piacciono. Piccoli paesi sconosciuti. Case. Candele. Nebbie da lasciare fuori dalla porta. Le paure si allontanano. Comincio ad immaginare. Seguo la musica. Mi si riempie la testa di nomi: Johnny Cash, Devendra Banhart, The Mountain Goats, Sodastream, Papa M. Ma pian piano se ne vanno tutti. Restano solo canzoni belle. Avanzo poco, fino al primo capolinea, l'autobus si ferma e si spegne. Si riaprono le porte. Entra il freddo. Entrano due marocchini che litigano forte, coprono la musica. Quando parte "The hottest autumn ever", però, mi guardano e abbassano la voce. "Rose in my past" e restano zitti. Come se l'arrivo di un angelo li avesse stupiti. Io mi addormento e sogno una torta calda e mio padre che mi dice "good night" (come a fine disco). Poi inizia "Reds between blacks". Due soli contro il mondo. Noi siamo due rossi, loro sono tutti neri. Il mio pullman si rimette in moto. Le gocce sul vetro iniziano a tremare. Le gocce c'erano già prima che salissi? C'erano già queste canzoni prima che io nascessi? E' come se le conoscessi da sempre. Come se mio padre me l'avesse cantate quando voleva farmi addormentare. Ed è strano: mio padre non sa l'inglese e non conosce il folk. Poco importa. Davvero. Il più è che qualcuno – prima o poi - me l'abbia cantate. Trasmettono una calma sorprendente. Un caldo. Meglio di Sam Cooke. Continuo ad ascoltare. Mi avvicino a casa. Davanti al portone mi dice nuovamente "good night". Non posso addormentarmi adesso. Rimetto "My sweet, we're bright". Nevica. Piango. Nevico. Arrivo in casa, c'è una torta calda e mio padre con una chitarra in mano. Sorride. "Thanks for fire on my heart" gli dico io. Lui capisce. E' un disco bellissimo. Essenziale. Che vi riempirà la testa e poi se ne andrà. Come un padre. Vi terrà al caldo. Vi farà vivere altrove. Vi farà bene. Tenetelo tra le cose più care.
Butcher Mind Collapse - Sick sex & meat disasters in a wasted…

Butcher Mind Collapse - Sick sex & meat disasters in a wasted…

 - 7tx CD (Dizlexiqa 2008) - 8,00 €

Rock'n'roll / punk / blues malatissimo con ex Lebowski e Guinea Pig in formazione.
Butcher Mind Collapse è, in parole povere, un riassunto di tre realtà nostrane (base a Jesi, provincia di Ancona): i Lebowski, dediti a un noise-rock d’ispirazione post-punk con piccole inserzioni elettroniche dissonanti, quasi una versione lineare delle nevrosi industrial di Reznor ("Per lei giovanile bellezza"; autoprod., 2007), i Guinea Pig, dediti a un post-hardcore rumoristico e fratturato alla maniera di San Francisco ("Guinea Pig"; Psychotica, 2005), e i Jesus Franco and the Drogas, il cui demo autoprodotto del 2007 richiama un misto del no-sense di Les Claypool e del rock’n’roll depravato degli Mc5. Dai Lebowski proviene il chitarrista Riccardo Franconi, da Jesus Franco proviene il chitarrista e sassofonista Nicola Amici, e dai Guinea Pig il chitarrista Giampaolo Pieroni (che nei Butcher diventa batterista) e il secondo chitarrista Jonathan Iencinella (ora vocalist a tempo pieno dei Butcher). Il primo Ep dei Butcher, prodotto da Mattia Coletti della Wallace, è una intelligente versione dello spazzcore più lascivo e dissociato, ma è soprattutto in "Sick Sex" che la ricetta è messa a fuoco. Nell’arco dei suoi venti minuti scarsi di durata, "Holy Weekend" si distingue subito per la sua rapida scarica epilettica di riff tanto elementari quanto brutali, fratture ritmiche voodoobilly, canto demente e dissonanze a mo’ di schegge, all’insegna di una globale instabilità armonica. "Cunt Face" è la degna prosecuzione di tale instabilità: cow-punk stridente, chiacchiericcio in rima alla Captain Beefheart, coro "Oi" quasi satanico e schizzate soniche della chitarra in flamenco di contorno. "Devil With Tits" sembra esporre un riff blues-rock dei White Stripes sotto acido muriatico, con un canto dissociato che porta tutto al refrain garage-punk danneggiato dei primi Royal Trux, denunciando una vera e propria carenza di articolazione semantica (non solo instabilità). "Monkeys Don’t Suck" e "Nazi Chicken" dirottano in modi diversi (ma affini) il verbo hardcore: la prima tormenta con strappi e fratture degni delle Erase Errata un riff acidulo su tempo supersonico, la seconda vira ai registri dei Black Flag più truci, con l’eccezione che buona parte degli spezzoni di chitarra non articola riff, ma vomita putride dissonanze. "Goddess Dustman", la piece più articolata, è in realtà germinata da una danza macabra di batteria, e parafrasata da chitarre sardoniche alla Marc Ribot, cantilene Waits-iane e umore da teatrino degli orrori. "Pop-A-Luma" recupera le chitarre ostili dei Big Flame e lo speedcore goliardico dei Dead Kennedys, per poi mutare in ritmo hard-rock e tornare a nuove variazioni insensate. E’ soprattutto un disco-pallottola paradossale, un piccolo rituale che ha il dono della perizia e lo sfregio della spericolatezza, ma che rende l’illusione di procedere lento e catartico per consentire di apprezzarne tutte le brutture: stilistiche, ritmiche, armoniche. Riesce a non cercare disperatamente l’ancora di salvezza dell’invenzione facile (meccanismo quasi automatico, in questi casi) e a reggersi sulla coerenza di strutture zigzaganti e portantine armoniche al limite dell’eresia. Produzione di Ragno (Giulio Favero, già One Dimensional Man, Teatro Degli Orrori e Putiferio) e Giovanni Ferliga, masterizzazione di Maurizio Giannoti, artwork di Refo. Co-produzione con: Valvolare Records, Marinaio Gaio, Sweet Teddy e Dizlexiqa. [Ondarock]
Cibo / Airlines of Terror - Split

Cibo / Airlines of Terror - Split

 - 4tx CD (Escape from today 2008) - 6,00 €

Cibo: Torino hardcore / grind con membri de La Matematica. Airlines of Terror: punk / death metal / folk da Roma con membri degli Inferno. Versione vinile + CD stampato incluso; non hai scuse.
Claudio Rocchetti - Another piece of teenage wildlife

Claudio Rocchetti - Another piece of teenage wildlife

 - 6tx digipack CD (Die schachtel 2008) - 10,00 €

Matto sperimentale da Bolzano/Berlino. Nuovissimo disco 2008, e supertour primaverile con GI Joe.
Il lavoro di Rocchetti risulta di più difficile decodificazione, così sospeso tra drone music, psichedelica kraut e post rock. Numeri ambient che strizzano l’occhio all’estetica glitch (We Got In Touch, Talked On The Phone) ma anche echi dei recenti 3/4hadbeeneliminated (It Was Purely Accidental, He Said). Le due tracce più convincenti sono senza dubbio Auf Gebauten Bauen e I Miss You Like Hell che trafficano con drones di varie nature - vocali la prima, strumentali la seconda - per poi sfociare in sinfonie mantriche ed elegiache a metà strada tra Double Leopards e Coil. Another Piece Of Teenage Wildlife la cui forza risiede in una compattezza d’insieme che non rinuncia ad una varietà di stili, si impone sin da ora come il più completo ed emozionante episodio del Rocchetti solista. [SentireAscoltare]
Corea - Quien encuentra a la madre conoce a l…

Corea - Quien encuentra a la madre conoce a l…

 - 8tx CD (Horror vacui theatre 2007) - 7,00 €

Ristampa su cd del secondo disco dei Corea, "Quien encuentra a la madre conoce a los hijos" (originariamente uscito su doppio LP per la (A)existencia records. Gran disco e grandisima produzione per questa band spagnola, che rimanda a gruppi come Breach, Mogwai, City of caterpillar e At the drive-in, miscelati dal gruppo in modo molto personale e -attenzione!- immediato.
Creeping Nobodies (The) / Miranda - Split

Creeping Nobodies (The) / Miranda - Split

 - 7tx CD (From scratch 2007) - 8,00 €

USA / ITA split art rock sbilenco.
L’incontro/scontro fra due realtà sperimentali come gli italiani Miranda ed i canadesi The Creeping Nobodies può dare vita a qualcosa di eccezionale come ad un risultato troppo pasticciato. In realtà alla fine quello che ci troviamo in mano è un disco che si attesta su livelli medi, premiato più dalla vena del gruppo canadese, grazie al suo sound fatto di attitudine punk mescolata a chitarre sbilenche (immaginatevi dei Dead Kennedys molto più deliranti) che non disdegna sortite più melodiche (Eidolon, fra influenze giapponesi e chitarre morriconiane), che da quella del trio italiano, che a furia di sperimentare fra hip hop, post rock, noise ed elettronica perde la bussola, partorendo comunque un buon pezzo con la buttholesurferiana Vomit On Yr Shoes. Peccato che i Creeping Nobodies tendano a sfornare in due pezzi su tre intro poco consoni al brano, senza questi “extra” l’ascolto sarebbe stato ancora migliore. [Indie-zone]
Das Model - Featuring animals

Das Model - Featuring animals

 - 8tx digipack CD (Cheval de Trois 2008) - 7,00 €

Post hardcore / screamo dalla Francia, superconfezione apribile supercustom. In tour in Italia ad ottobre '08.
Dead Elephant - Lowest Shared Descent

Dead Elephant - Lowest Shared Descent

 - 8tx digipack CD (Donnabavosa / Robotradio 2008) - 10,00 €

Enorme devastante noise / hc tra Neurosis e Don Caballero. Anche su vinilone.
Questo è un disco definitivo, che negli anni vi pentirete di non avere. Con featuring di OxBow e Zu, un devastante percorso sonoro all'interno dell'incubo di una delle band più spaventose d'Italia. Abbilo, confezione super che merita. Cover di Marco Corona.
Nuovo disco per i Dead Elephant (solo di recente ho scoperto che devono aver fatto degli EP autoprodotti) e come accade spesso, doppia produzione, visto che simultaneamente il disco esce su Donna Bavosa e Robotradio. Inizierei subito col dire che per chi non li conoscesse gli "elefanti morti" fanno "roba pesante" con parecchie influenze di hardcore e metal evoluto che ha in Neurot, Hydrahead, Albini, e nel noise i suoi punti cardinali. Produzione adeguata per un disco di questo tipo ed affidata al competente David Lenci che tenendo fede alla sua storia personale, lo fa suonare bello tosto ma per nulla metal, la voce (che per quel che mi riguarda è l'unica cosa che a volte ha dei risultati altalenanti) comunque trova una sua posizione ben precisa, visto che comunque Lenci ha trattato il lavoro facendolo suonare perfettamente amalgamato come da copione. Nu-metal? Vade retro! Proprio per quello ho iniziato parlando del suono: i Dead Elephant si devono essere nutriti di una bella quantità di noise e post-rock di quello che non si è scordato a casa il distorsore e quindi dagli Shellac ai Don Caballero, però questo è un dato che emerge più prestando un occhio alla rifiniture, il disco è soprattutto in debito con l'hardcore ed il noise evoluti, quindi oltre alle etichette menzionate direi di mettere nella valigia anche Steve Austin (soprattutto quando ha iniziato a non farsi troppi problemi di essere anche un metallaro), un pochino di stoner di quello meno vintage e quel tanto che basta di dark ambient nei passaggi (cose che purtroppo spesso rimangono relegate solo al disco perché la gente vuole l' "headbanging"), ma anche in questo direi che i Neurosis più che un riferimento per tutti siano stati un po' quello che On The Road è stato per una generazione di americani (che hai detto?...Un libro da sporchi fricchettoni?... no, non intendevo questo). Se non fosse che sto per menzionare gruppi, che seppur su etichette che fanno moda, sono minori, direi che a tratti gli elefanti si trovino idealmente in un punto mediano sulla retta che unisce i Keelhaul agli Old Man Gloom più cupi. Sul disco trovano spazio le comparsate di Luca Mai degli Zu e del mai sufficientemente osannato Eugene Robinson degli Oxbow (negro, gay e che fa musica estrema in un gruppo che mediamente viene considerato marginale perché è troppo senza senso: lo eleggerei immediatamente ad eroe di sempre) ma questi sono particolari secondari, anche se messe dove sono le due cose fanno la loro porca figura. Seppur con qualche piccolo neo, un gran bel disco che si staglia in modo netto dalla media dei gruppi che "minchia facciamo un gruppo come gli Isis?... come hai detto Neuros-che? Chi sono?" [Andrea Ferraris su Sodapop]
Downright - La battaglia del silenzio

Downright - La battaglia del silenzio

 - 14tx digipack CD (Donnabavosa 2006) - 7,00 €

Ita tupa tupa fast trash HC o rock'n'roll vecchia scuola. Copertina del mese su sceenboot!
14 pezzi di purissimo old-school hardcore di derivazione apparentemente Indigesti/Sottopressione, ma con una violenza intrinseca decisamente autonoma. Voce femminile tiratissima, chitarra elaborata e frenetica, ritmiche arrangiatissime e lanciate a manetta. Testi in rigoroso italiano, ermetici e introspettivi quanto basta. Un prodotto per niente distante dagli anni ’80/’90, se non per la qualità superiore della registrazione. Per la mera cronaca, DIY Conspiracy è una sigla dietro cui si nasconde la seguente carboneria di autoproduttori: Mastello Recortz, AccidiaHC, Nuova Leva HC, Aigorecords, Equal Rights, Goldrings, Piccole Speranze, Full Speed Ahead Records, Donna Bavosa, New Direction Distro, Give Blood, K.LAS.… Digipack di ottima fattura, inserzioni campionate dal cinema più vicino, una cover criptata degli Anthrax (“Got the time”) e artwork finalmente disegnato a mano per un disco sicuramente da aggiungere alla vostra collezione accaccì. ”La battaglia del silenzio è un insieme di consensi che bene o male viviamo tutti i giorni e di cui soffriamo. Non è il rumore che logora le nostre vite, è il silenzio costante che fa da base alla quotidianità delle relazioni”. [Lamette]
Edible Woman - The scum album

Edible Woman - The scum album

 - 10tx digipack CD (Bloody Sound 2007) - 8,00 €

Falciate noise punk con Magistrali dietro al mixer.
Ci eravamo già occupati degli Edible Woman in occasione dell’uscita, all’inizio del 2004, del loro primo lavoro “Spare Me/Calf”, che ci aveva colpito per il piglio sicuro con cui mescolava furia noise e nervosismi post-punk. Ritroviamo ora la formazione con “The Scum Album” e, soprattutto, con una novità non da poco in organico: l’assenza della chitarra, il cui ruolo è ora ricoperto dalle tastiere. Un cambio di prospettiva potenzialmente radicale, che tuttavia pare essere stato di stimolo per la band, che pare aver notevolmente allargato orizzonti della propria proposta. Non si è quindi placata la rabbia degli esordi, ma ora non è più l’unica protagonista, al punto che in titoli come “When Stars” (con tanto di pianoforte) e “Antonio Fazio’s Last Prayer But One” si può tranquillamente parlare di atmosfere (relativamente più) rarefatte e di melodie. Anche in quei momenti, però, aleggia una sottile inquietudine, pronta a esplodere nel resto del programma, dall’ossessiva “Mystic River” (che non dispiacerà ai fan degli Oneida) a “Nothing” e “Honeyed Words”, o ancora nell’elettronica impazzita di “From A Taste Of Gez” e “To A Full Of Gez”, che aprono e chiudono il CD. Un lavoro tanto sorprendente quanto convincente, in cui una sezione ritmica tellurica si incastra alla perfezione con le rasoiate e i bordoni di organi e sintetizzatori e gli occasionali inserimenti di un sax ben poco rassicurante (la strumentale “Mouseman”), il tutto messo in risalto dalla impeccabile (co)produzione di Fabio Magistrali. Davvero notevole [Il Mucchio Selvaggio]
El Thule - Green Magic

El Thule - Green Magic

 - 8tx CD (Go Down 2007) - 10,00 €

La punta di diamante dello stoner rock italiano. Un'ora di musica, disponibile anche in versione deluxe su doppio LP + DVD.
Da sempre più tempo sono oramai convinto che la qualità in Italia di un certo genere musicale sia superiore ad altre scene europee. Parlo di quel misto di stoner/garage/fuzz che da un po' di anni ci sta regalando tantissimi gruppi davvero impressionanti: Ojm, Smalll Jackets, Torquemada, Grand Sound Heroes, Alix, Midryasi, Kill The Easter Rabbit e sopratutto gli El-Thule. La band bergamasca giunge all'importantissimo secondo album dopo che con il debut di tre anni fa, "No Guts, No Glory", erano riusciti a suonare nei festival di mezza Europa facendo da spalla a band come Orange Goblin, Witchcraft e On Trial. L'inizio è affidato a "Shaman", riff maestoso a giro che si scatena in un boogie stoner rabbioso davanti al quale si rimane impotenti. E' strepitosa la voce di Mr. Action, uno che oltre a ululare canta anche (una rarità di questi tempi). "La Cruda" è rassicurante quasi come le urla che alleviano un dolore, fuzziana e pesantissima allo stesso tempo con una coda finale da infarto. "Adam Bomb" (uh, l'avranno dedicata a quell'Adam Bomb?), è incontrollata, una scheggia impazzita con assoli wha wha e batterista che getta le bacchette per usare due spranghe di ferro. L'atmosfera è quella di una musica caldissima, bollente, e anche l'uso della lingua spagnola nei titoli ne contribuisce ad aumentare l'effetto, come nella strumentale psichedelica "La Muela Del Diablo", che dopo un lungo, iniziatico intro preparatorio si fa sommergere da tom-tom tribali e parte una folle corsa verso il più buio dei mondi. C'è spazio anche per un brano come "Black Mamba" il cui riff iniziale sembra provenire da un disco degli Iron Maiden! Fortunatamente (o no?) poi le atmosfere plumbee ritornano a impadronirsi della scena. Questo è un disco di importanza capitale per il genere. Sessanta minuti difficili da dimenticare. [Nerds Attack]
Evolution So Far - Dylar

Evolution So Far - Dylar

 - 12tx CD (Donnabavosa 2008) - 8,00 €

Spettacolare connubio tra rock'n'roll / hardcore vecchia scuola / psycho. Tra AC/DC ed RKL, e non scherzo. Spettacolari e molestissimi dal vivo.
È possibile stabilire un punto di incontro tra i Black Flag e il proto-punk di Detroit, il noise newyorkese e la rocciosa pasta dell’hard-rock settantiano di Danzig, il rock’n’roll dei bassifondi e il post-core made in DC? Verrebbe da rispondere affermativamente, almeno a giudicare da questo Dylar degli Evolution So Far, un album capace di miscelare con noncuranza gli ingredienti più disparati e di risputarli sull’ascoltatore con una personalità tale da colpire anche l’individuo più smaliziato. Dylar è un lavoro duro come pietra grezza e, al contempo, capace di emozionare come l’impietosa immagine in bianco e nero di un volto segnato dal tempo e dal dolore, è diretto e complesso senza che i due termini vengano in contrasto tra loro, senza che la moltitudine di particolari ne limiti la natura di opera istintiva e passionale. Gli Evolution So Far non tralasciano nulla, non si pongono limiti nel processo creativo e sanno come far convivere fianco a fianco elementi apparentemente distanti, grazie alla pregevole capacità di ridurre tutto all’osso, di estrapolare la nuda essenza dagli eccessi della forma, così da evitare ogni sovrastruttura e ogni appesantimento fine a sé stesso. Un attimo ci si sente al cospetto di un monumento al suono SST, l’attimo successivo ci si ritrova in sella ad una harley mentre si percorre una statale polverosa, la gola arsa dalla sete, il tutto giusto un secondo prima di finire aggrediti nel buio di un vicolo lungo la Bowery. Raro trovarsi di fronte a tanta frenesia creativa, quasi impossibile oggi meravigliarsi di fronte ad un lavoro come accade con questo Dylar. Magari dovremmo precisare che sono italiani, ma simili dettagli ormai fanno davvero poca differenza.
Fine before you came / Mrs Fletcher - Split

Fine before you came / Mrs Fletcher - Split

 - 4tx CD (Heartfelt 2002) - 5,00 €

Split Milano/Toscana. Post rock alla Texas Is The Reason, primi Get Up Kids, Braid…
Frontiera - Sulle impronte dei giganti

Frontiera - Sulle impronte dei giganti

 - 5tx CD (Smartz / 4dogs / WiC… 2006) - 5,00 €

A tre anni da Strana corsa tornano i Frontiera (per i più giovani... 2/3 dei Kina nazionali!) con 5 nuove canzoni registrate da Tino Paratore. Collaborazioni a gogò di Fabiano Riz (Omp sul confin è sua!), Mario Congiu (Banda Manera, Los Tress) ed altri amici. Chi ama i Kina sa cosa fare: anche se la batteria ha rallentato un po'... è pura poesia.
Cosa volete che vi dica? La storia sarà la storia, e kina ne fa parte a piene mani; ma la classe è classe! e i Fontiera ne hanno come ne avevano i predecessori... anche se solo col nome! Questo è punk, che poi si è trasformato in emo che poi si è perso. Ma non per loro (e per noi...) 5 tracce co-prodotte da chi ne ha più ne metta... l'attitudine è immutata. Senza fonzoli... come se ne avessero bisogno... Nel booklet, come di consueto inseriscono delle belle esperienze/parole che a molto baldi giovincelli con la frangetta lunga potrebbero tatuarsele e lettere cubitali... ma ahimè siamo noi che abbiamo oltrepassato i trenta e ci avviciniamo ai 40. Ma siamo fieri! Fieri dei Kina. Fieri dei Frontiera! Provate a darci un ascolto. E poi mi dite... "Come dice Antonello RumbleFish, siamo malati cronici, per cui è difficile smettere e chiamarsi fuori..." Parole sacre, come quasi questo disco… [HateTV]
G.I. Joe - Clito's Angels

G.I. Joe - Clito's Angels

 - 6tx CD (Fooltribe 2004) - 6,00 €

Una botta, soprattutto dal vivo non perdeteveli!
Se mai vi chiedessero quale sia la cosa migliore accaduta in italia nel 2004 insieme a with love e altro la risposta è senza ombra di dubbio g.i. joe, duo basso-batteria twenty-something stile the o.c. di stanza a treviso dal tiro esplosivo segnalatosi con un piccolo ma sbalorditivo documento noise-punk-funk matematico. licenziato dalla fooltribe dell'adorabile tiziano alias bob corn, entità folk sonnacchiosa a metà strada tra conor orbest e il will oldham meno cerebrale, clito's angels si muove in territori spigolosi riconducibili tanto al noise quanto alla new wave in cui sapienti e intricati fraseggi basso-batteria combinano botta e risposta abrasivi, cambi di tempo a non finire e bordate dance-punk dall'impatto micidiale. comincia anticipando addirittura gli ultimi irresistibili q and not u di power con patchwork, un brano zeppo di falsetti seventies che sul finire raddoppia la grancassa spianando la strada ad una formula dinamica ed aggressiva che per tutta la durata dell'ep rimane febbrile. nella fattispecie raggiunge il suo culmine con la chiusura uragano-tritatutto clito's angels, un numero di funk bianco d'alta classe coinvolgente ed eccitante quanto lo stesso titolo lascia immaginare...spaccano i culi! (che è brutto da leggere, ma bello da dire). [movimenta]
Gerda - Cosa dico quando non parlo

Gerda - Cosa dico quando non parlo

 - 7tx CD (Wallace / Shove / Donnabavosa 2007) - 6,00 €

Secondo disco per i Breach italiani, più caotici e più amari di sempre.
Un demo cd, un album completo e ora un ritorno che non solo conferma le magnifiche, terremotanti premesse degli esordi, ma che mostra come la scrittura dei nostrani Gerda si sia affinata, raggiungendo un picco di lucida ferocia invidiabile. Qualcuno lo può chiamare post rock imbastardito, qualcuno post hardcore strettamente imparentato con il grind più intransigente, quello che realmente conta è che siamo di fronte ad una punta di diamante dell’Italia musicalmente violenta e intelligente. I Gerda riescono con questo album per la lungimirante Wallace Records a confezionare un affresco di aggressione mirata, mettendo a segno sette brani che mantengono la ferocia come perno essenziale, ma diretta attraverso la capacità di scrivere solide strutture sonore ed arrangiamenti inaspettati e funzionali. Un suono corposo e disperato che abbraccia a tratti le digressioni percussive e dilatate di scuola Neurot (una materia sonora attualmente abusata, ma che nelle mani dei Gerda è ancora fortunatamente comunicativa e viva), a tratti le dissonanze del post rock più intransigente e meno prevedibile. Un lavoro ritmico eccellente, sudore, carne e rabbia come collante per una colata di materia rock (nel suo senso più ampio) sfibrata e sfibrante, ridotta a brandelli fumanti e ricostruita secondo logiche personali e disagi urbani. Ci sono band che pur collocandosi nella medesima area stilistica non raggiungono un decimo dei sostanziosi risultati che “Cosa Dico Quando non Parlo” centra con allarmante precisione, eppure incidono per etichette con budget decisamente più elevati. Un torto imperdonabile a cui dobbiamo rimediare supportando i Gerda, ed il coraggio della Wallace Records. [Ultrasonica]
Go Down Moses - Welcome idiots

Go Down Moses - Welcome idiots

 - 9tx CD (Produzioni sante 2007) - 7,00 €

Post rock talentuoso e pestone da Como.
Come dei Death of Anna Karina meno strillati e più scarni, complice la formazione a trio, i lombardi Go Down Moses esordiscono con un album pienamente convincente di post-hardcore schizofrenico, sfaccettato, graffiante. Affrontato con intenzione new-wave e capace di rivelare, insieme ad una materia prima di riff chitarristici squillanti e ritmi potenti e sincopati, soluzioni melodiche molto sentite (The return of the Shmoo, Something under the bed is still drooling, Discodancing on the dead), ballate ipnotiche e malate che prendono quota ed esplodono (We plant pumpkin seeds), esperimenti elettronici (la traccia fantasma), bordate ripetitive alla Oneida, break quasi ballabili. Tutto supportato da testi superiori alla media, e promettente belle cose future. (Rumore)

Gusci di lumaca - S/t

 - 10tx CD (Salterò 2008) - 7,00 €

Questa musica non ha padroni, esecutori, artisti o fruitori. Così recita una scritta del libretto di questo CD, “Gusci di lumaca”, pubblicato in questi giorni da Salterò Autoproduzioni.
Si tratta di un lavoro instancabilmente scritto e realizzato da un gruppo aperto di musicisti e scrittori del Torinese, fra il 2001 e 2003. Su intrecci acustici e positivamente esili, molto ben costruiti e registrati, le voci ci riportano verso un mondo interiore che troppo spesso si rinnega, si ricaccia in un angolo del ripostiglio quotidiano. La stessa attitudine di Gusci Di Lumaca, come è composto, registrato, presentato, parla una lingua di assoluta distanza dall’intrattenimento. La gente, il pubblico vive nell’anestesia dell’Industria, a tutti i livelli, alti e bassi, di serie o di nicchia, perché non c’è ormai alcuna differenza: l’arte senza la Vita, che nasce dalla disperazione della solitudine e dalla spasmodica volontà di uscirne fuori, producendo, comprando, svendendo, drogandosi di riviste, mode, critichini. Se volete ritrovare quella radice emozionale primigenia, quella voglia di imparare 3 accordi e mettersi di fronte un foglio bianco e una biro, in altre parole il luogo di libertà che solo riporta l’arte alla Vita, ascoltate questo CD: come attraversare Carlo Giuliani, metropoli notturne, ospedali, Oscar Wilde senza retorica, senza mediazioni ma con tutta la potenza di chi ricerca l’urgenza della Poesia. [Stefano Giaccone sul suo sito]
I Treni all'Alba - Folk destroyers

I Treni all'Alba - Folk destroyers

 - 9tx CD (Smartz 2008) - 10,00 €

Ex Belli Cosi. Ex Encore Fou. Satana, l'Apocalisse e il RnR!

Fortemente atteso dai molti che hanno partecipato alle numerose ed eclettiche esibizioni live (e non solo…) della band torinese/aostana, Folk Destroyers è il risultato dei primi cinque anni di attività de I Treni all’Alba, cinque anni di attitudine ed intensa strumentalità folk, punk, prog, core. 35 minuti di intense sonorità a base strumentale, ispirate ai suoni mediterranei, ai colori del deserto messicano, al calore delle tarantelle, alla musica balcanica, all’energia del rock e del post-core/progressive. Sonorità scaturite da incredibili intrecci di chitarre, pianoforte e batteria. Soltanto musica, senza voci. Un’inconsueta musica d’autore. L'inizio di un lungo viaggio.
Infarto, Scheisse! (the) - S/t

Infarto, Scheisse! (the) - S/t

 - 8tx CD (Donnabavosa 2005) - 6,00 €

Chiamiamolo punkmetallaro, chiamiamolo emoviolence. Gli Infarto (merda!) sono gli ex Lafalce da Bergamo. Su questo cd (confezione cartonata apribile strafiga, coprodotto da concubine, donnabavosa, horrorvacuitheatre, shove e tornado) troviamo i 7 pezzi usciti sull'lp edito da erode records + un'ottava sorpresina. Abbilo!
Inferno - Sci-fi grind'n'roll

Inferno - Sci-fi grind'n'roll

 - 8tx CD (Donnabavosa 2006) - 8,00 €

ccodìo!! ..il debutto degli Inferno è una sconvolgente esperienza musicale tra sperimentazione, violenza e sconfinata ilarità! ..già il moniker del gruppo non poteva non appartenere a dei terribili geniacci (cazzo! nessuno mai aveva usato 'sto nome!?).. bhè, gli Inferno, tanto per cominciare non sono un gruppo Black Metal.. la loro musica non ha nulla a che fare con lo zolfo, le fiamme e mostruosi demoni e a quanto pare il loro legame con il mondo dei cartoni animati è davvero notevole!!! Nel foglietto che accompagna il cd vi è scritto For fans of: The Locust, Dillinger Escape Plan, Fantomas ..bhè, 3 band che come minimo comune denominatore hanno la pazzia compositiva, cosa che hanno anche i romani Inferno, ma sicuramente sono molto più vicini ai Locust come personalità.. Questo cd è composto da 16 tracce, solo che solo metà di queste hanno un titolo e solo quelle col titolo sono cantate.. le rimanenti 8 sono o degli intermezzi curiosi o dei passaggi strumentali o intro o outro.. Sempre attingendo dal foglietto illustrativo del disco leggo che gli Inferno dal 2002 producono una mistura di rock'n'roll, avant-grind e new-school HC, con influenze che vanno dall'electro, al prog, al noise.. devo dire che sto foglietto illustrativo non si sbaglia per niente.. questi pazzi fanno questo!! Grind Bastardo o Neo-Rock'n'Roll uscito dai laboratori di qualche scienziato pazzo che ha dopato la classica formula del rock'n'roll con altri generi meticci con diramazioni tendenti all'assurdo.. creando così un *grind mutante*!!! Decisamente pazzi 'sti ragazzi e decisamente ingegnosi!! sperimentatori? cazzoni? innovatori? violentatori delle trombe di eustachio? boh!? questo non lo so.. ma di una cosa sono sicuro.. quello che fanno, lo fanno bene!!! ahahaha!! [stillborn]
Inferno / Ovo / Psychofagist - A bullet suonds the same

Inferno / Ovo / Psychofagist - A bullet suonds the same

 - 9tx CD (DonnaBavosa / Shove / Bar la muerte 2007) - 8,00 €

Split a 3 vie da Roma / Berlino / Novara. Delirio. Un esperimento che contamina il grind n'roll degli Inferno con il noise sperimentale degli OvO e lo spasticore degli Psychofagist. Pezzi inediti. Copertina in Oro e nero, intercambiabile. Uno split da avere a tutti i costi per non pentirsene.
Ne avevo avuto notizia tempo addietro da Manuel ma come recitava High Caliber Consacrator dei Clutch: "Prostrate yourself, your time has come!". Scontro fra titani della musica bastonata spaghetti-made per tre categorie diverse, chi sia il vincitore della "royal rumble" sta a voi, è chiaramente soggettivo e non sempre chi vince porta via tutto, anzi, come dimostra il buon vecchio Iron Mike a volte chi perde si può portare via un pezzo di avversario fra i denti. I tre wrestler non deludono le aspettative e menano senza andare troppo per il sottil, se qualcuno storcendo il naso potrebbe esprimere delle titubanze sugli Ovo, invece si adattano senza problemi mantenendo solida l'integrità di questa spremuta di porfido. Partono gli Inferno con registrazione e produzione ulteriormente migliorata rispetto al cd, continuo a preferirli dal vivo, ma se l'esordio vi aveva strinato, non rimarrete delusi dall’aperitivo. Gli Psychofagist per quel che mi riguarda sono uno dei migliori, se non il migliore gruppo grind al di qua delle Alpi, soprattutto per ciò che concerne la resa su disco, forse la produzione (comunque ottima) non sta dietro al gusto dei pezzi, ma resta che pur non essendo ancora "the next big thing" hanno più personalità di alcune produzioni Relapse. Gli Ovo forse sorprenderanno chi ricorda gli esordi, ma chi è passato sul disco Load o li ha visti nei live recenti, sa che Dorella-Pedretti si sono rispolverati (l'hanno mai dismessa?) la collezione di "hardcore-metallo della morte" e vanno di asso di bastoni. Metal quindi? No, per nulla, visto che comunque fare metal in due o grind è roba da Agoraphobic Nosebleed dei primordi, ma primi Swans, quello sì: altro che Soundtrack For The Blind, altro che dandy di classe, c’è stato un tempo in cui anche Gira lasciava più segni degli aerei di Al Quaeda. Copertina extralusso ed intercambiabile in base a quale supereroe vi vogliate giocare e titolo conforme al tipo di operazione, se a ciò aggiungete che comunque "le tre madri" hanno seguito ed adepti in tre diversi ambiti, non credo rimarrete sorpresi se ipotizzo verrà smazzato molto velocemente. Per altro permettetemi di concludere con un bel: "più split e meno compilation!!". [Sodapop]
Isobel - Fioca?

Isobel - Fioca?

 - 5tx CD (Smartz / Fooltribe 2006) - 6,00 €

Post core stile Washington DC, a volte più pop ed altre più psycho. Non posso sbilanciarmi troppo perchè dentro Isobel ci suono, però posso dirvi che è la nostra seconda uscita, contiene 5 pezzi (15 minuti in totale) e speriamo che vi piaccia tanto come lo scorso ep. ...Anzi speriamo di più!
Agli Isobel piace rispecchiarsi nello storico DC sound, cosi come sbandare alla maniera dei Drive Like Jehu e immergersi in code sonicyouthiane, ma anche abbozzare tratti che possono ricordare i Cure. La voce di Antonella reclama quasi distante uno spazio occupato da urgenti tessiture di pregnante impronta chitarristica. Sono scomposizioni e ricomposizioni post-punk che attraverso aperture e ficcanti driving lines creano squarci di bellezza e nevrosi. Dopo un 7" i quattro piemontesi con "Fioca?" seguono ancora la politica dei piccoli passi: una buona abitudine per condensare e far risaltare il loro elettrico artigianato proteso nel dispensare musica discordante, avvolgente ed emotiva. (7) [BlowUp]
Karate - Concerto al Barchessone Vecchio 24/02/02

Karate - Concerto al Barchessone Vecchio 24/02/02

 - 8tx CD (Fooltribe 2002) - 12,00 €

Disco ufficiale live al Barchessone Vecchio. La registrazione è ottima, così come il concerto. Che volete che vi dica?
Kelvin - 8x8

Kelvin - 8x8

 - 4tx CD (Sweet teddy 2006) - 5,00 €

Da Padova - troncomorto - sporco noise/core su cd piccolo piccolo (3"), i Kelvin sono in due e spaccano! E Woolter suona anche nei p.u.t.i.f.e.r.i.o.!!!
...dischetto 3", quattro tracce registrate in analogico in un pomeriggio soltanto, sette minuti di musica, ma tanto basta a Woolter e Anna per dare conferma alle nostre lodi sperticate. Niente di nuovo, i soliti terroristi sonici, ma in fondo, non è così che ci piacciono? Un estratto da "La classe operaia va in paradiso" con il grande G.M.Volontè (e colonna sonora superba di Morricone) apre l'iniziale "Me sò ciamà pentio", che non ci mette nemmeno dieci secondi dalla prima nota a bombardare: hc e noise, ovvero spigoli tanti, casse sfondate e carrellate di nervi scoperti. E così si continua: "Ea coa del musso", che fila più liscia ma è ancora più incazzata, se possibile; "Hey", spazzatura albiniana da manuale, e per finire "Scusa se me peteno", che se fosse umana sarebbe qualcosa tipo un assassino colto da dubbi e crisi di misticismo sul più bello, o qualcosa del genere, ci siamo capiti, forse… [Kathodik]
Khere - S/t

Khere - S/t

 - 6tx digipack CD (Sons of vesta 2005) - 6,00 €

Emotive screaming hardcore intelligente and poetic, giovane ma di gran classe: cosa volete di più? E' di recente uscita anche la versione su 10"…
Kidsgofree - Dobra

Kidsgofree - Dobra

 - 10tx CD (Sanjam 2005) - 5,00 €

Terzo disco. Tra Faraquet ed Engine Down dalla Spagna.
Laghetto - Pocapocalisse

Laghetto - Pocapocalisse

 - 11tx digipack CD (Smartz / Donnabavosa… 2005) - 7,00 €

Se Sonate in bu minore per 400 scimmiette urlanti (sold out) proprio non ti è bastato, ma soprattutto se vuoi devastarti con undici canzoni nuove (di cui una palindroma) dei Laghetto, ecco il nuovissimo Pocapocalisse. Digipack tartufato con libretto di 16 pagine a colori, bollino diverso per ogni copia, tipo che ti puoi scegliere il tuo bollino, migliaia di bollini diversi, altro che copie numerate a mano, altro che fruttini di marzapane, altro che pizza e fichi, altro? Altro. Sono pazzi.
Bologna Hardcore a.d. 2005. I Laghetto sono l'elettroshock del movimento punk italiano, quello oltranzista e spietato, quello con nessuna voglia di piegarsi alle marc(h)ette ska per saziare il mercato, rabbonirsi i veejays, farsi calare le braghe da un Usuelli qualsiasi e farsi slappare dalle ragazzine che stravedono per gli Ska-P. I Laghetto sono un rottame hardcore figlio tanto della tradizione classica quanto delle sbavature screamy e postcore degli anni 90, che gioca con le parole come se fossero mostri di cartapesta tornando a fare male, ma male davvero. Sotto, il suono si fa rumore, poi frastuono, si spacca e si riannoda, si intorbidisce, affetta l'aria, spacca e ricuce come un chirurgo, stordisce… [Rumore]
Le Tormenta - L'unico elemento

Le Tormenta - L'unico elemento

 - 12tx CD (Sons of vesta 2005) - 7,00 €

Da forlì, ex-Roid. Hardcore e tanto altro.
Per questo disco abbiamo dato tutto, tutto noi stessi. Cinque amici che cercano di parlare con altri amici, che cercano di creare quel varco indispensabile per non morire. Un approdo per noi, un mezzo di salvezza, un’arma. Non è semplice musica, non lo è mai stata. Sono parole, parole che vogliono comunicare e non essere cancellate. Ci siamo noi tutti qui.
Lleroy - Juice of bimbo

Lleroy - Juice of bimbo

 - 8tx CD (Bloody Sound 2008) - 8,00 €

Tra Unsane e Locust, ma italiani!
Jesi. Tre ragazzi. Debutto discografico. Registrazione di Giulio Favero. Un marchio. Una griffe ormai riconoscibile. Violenza sonora. Distorsione. Cantato abrasivo. Feroce. Vandalismo musicale rigettato contro un muro. 'Juice Of Bimbo' è un'altra corsa sfrenata sulla strada che ha già portato ad eccellere da queste parti Putiferio e Butcher Mind Collapse. Chitarre che stridono ('Magnete' è un pezzo bastardo di noise'n'roll lascivo), batteria lanciata a duemila chilometri orari ed un basso killer duro come l'incudine di un fabbro ferraio. Otto proiettili di fusione "core". Non sono ammessi prigionieri. La guerrà è guerra. E i Lleroy sono pronti alle armi. [Nerds Attack]
M? - Absolutely pizza

M? - Absolutely pizza

 - 8tx CD (Bad trip 2007) - 6,00 €

Gli M? sono in tre: due bassi e una batteria. Provengono da nomi non di poco conto, quali Joe Leaman e Julie’s Haircut, e hanno classe da vendere. Cosa suonano? Post rock, senza prendersi troppo sul serio, amanti del buon vino, e della compagnia degli Isobel. Ascoltateveli.
Due bassi storti dialogano ronzando, la batteria sorregge ora una voce maschile filtrata e robotica, ora una femminile sanguigna e sensualmente depressa. Attitudine no wave e slancio noise rock, come i Fugazi alle prese con le indiavolate trame di James Chance: e ogni tanto spunta un bel sax delirante, a confermare quello sguardo sbieco, e leggermente fuori fuoco, da scantinato newyorchese. Canzoni nevrotiche quindi, che si agitano nell'oscuro ventre degli Anni '80-'90 e che sanciscono le qualità del gruppo di Laura Sghedoni: "I'm Ready" e "And The Winner Is" sono le bombe da far esplodere, con il giusto mix di frenesia e piglio pop. Ma, oltre alla tensione ritmica sapientemente giostrata, nel finale il cd regala dell'altro: l'immobile tossicità di "Brilliant", la fluttuante ossessività di "Spring Second Day" e la lenta ma inesorabile stratificazione di "I Don't Remember Anymore But I Started To Float", tre pezzi lenti accompagnati da tenui e centrati arrangiamenti di piano, che riportano alla mente certi mood persi e riflessivi dei Velvet Underg