LAGHETTO sonate in bu
minore per 400 scimmiette urlanti CD reviews
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L’oligofrenia dovrebbe essere un diritto di tutti? Forse...Sicuramente i
laghetto ne hanno fatto un dovere; e chi ha avuto il piacere, come me, di ascoltare
“Sonate in bu minore per quattrocento scimmiette urlanti” , il loro
primo full-lenght, converrà con me che questa è verità.Infatti
questo lavoro è pregno di quella follia che è a tratti identificabile
con la genialità.Il suono è quello post-hard-core svedese all Refused
contaminato in mille direzione, almeno così si dice in giro; dal mio canto
mi sento di aggiungere soltanto che a sonorita questi ragazzi non hanno nulla
da invidiare a nessuno... le canzoni sono molto varie e assolutamente potenti,
tanto per capire cosa intendo consiglio l’ascolto di “l’odore
dei pomeriggi (quando li butti via)” o “la mano senza dita”,
come se non bastasse il tutto è condito da liriche da psicoanalisi (ma
infinitamente belle che spesso sono loro stesse l’analisi di un certo modo
di vedere le cose) gridate da 1, 10, 100 voci che si sovrapongono dando origine
ad un’inarrestabile fremito lungo la spina dorsale. Bhe forse sullle 100
voci ho esagerato, ma tutto il disco fa uso di una costante presenza di 2, spesso
3, voci mai fuoriluogo o forzate. Il cd parte con le parole “shame on you
Bush” ma saranno l’unica nota esplicitamente politica del disco.A
ruota seguono 10 tracce di suono abrasivo e testi ambigui, ricchi di doppi sensi
e giochi di parole, tutti da capire ed apprezzare per la loro genialità
o quantomeno originalità. Infatti penso che tutto l’album sia un
continuo susseguirsi di messaggi e criptici e significati più o meno nascosti.
E se a volte non ci fosse niente da capire? E’ questo il fascino dei testi
dei Laghetto, che riescono a fare una canzone cantando i nomi dei calciatori del
Napoli, lasciandoti il dubbio che sotto ci sia qualcosa di più che non
si riesce a cogliere. Comunque per venire incontro al lettore, sul libretto ogni
testo è commentato con una breve spiegazione d’introduzione al tema
trattato nel brano.Ma il cd dei laghetto riserva molte altre particolarità
e sorprese che non vorrei stare a svelare troppo togliendovi il piacere di scoprirle
da soli. Concludendo... un cd curatissimo sotto ogni aspetto. Consiglio l’ascolto
della terza traccia “requiem for cb”, una canzone sul tema della morte
che tratte il tema in maniera assolutamente originale e suggestiva. Non mi resta
che ribadire anch’io: uomo pera MERDA.
freakout
I Laghetto sono un quartetto attivo da quattro anni. Partiti in tre: John Di Raudo
voce e chitarra, Ratigher voce e basso e Gigei Ottone alla batteria, provenienti
rispettivamente da Livorno, Pavia e Bologna hanno registrato nel ’99 un
primo demo “Harry Bunch goes to heaven", che hanno presentato in giro
per l’Italia, per poi approdare alla Loudblast. Nel 2001, hanno fatto uno
split con i Magazine du Kakao e nel frattempo è entrato in formazione il
chitarrista Tuono Pettinato, con cui hanno registrato un secondo promo. I Laghetto
suonano un hardcore irregolare, estremo ed incapace di scendere a compromessi
con la melodia. Nei loro testi emergono le figure mitiche deicombattenti ninja
in calzamaglia nera. I testi, spesso introspettivi, nascondono una tensione che
si riflette anche nella musica, dove la base ritmica serra le fila, mentre i due
chitarristi corrono a due mila allora. Il cantato alterna parti estremamente ritmate
ad un cantato dilaniato e rauco. Quando partono conl’acceleratore a tavoletta
rendono i brani abrasivi e deliranti. In alcuni frangenti ricordano la tensione
tirata al massimo dei Neurosis, in altri, invece, come nella curiosa “S.S.
Napoli footbalplayers 1982 - 1989” si inerpicano sulla linea Linea
77 - Deftones. Se rallentano il ritmo è soltanto per passare al post-core
screziato ed incerto. I Laghetto si trovano, dal punto di visto concettuale e
di approccio nello stesso bailamme delirante dei Debord.
id-box.it
Dei bolognesi Laghetto, che festeggiano quest’anno i quattro anni assieme,
si può dire tutto ed il contrario di tutto, ma sarebbe impensabile l’idea
che essi possano passare inosservati. È poco ma sicuro che se vi è
capitato di avere sotto mano questo loro primo full-lenght, non ve ne potete essere
dimenticati. Chi ha visto en passant “Sonate In Bu Minore Per Quattrocento
Scimmiette Urlanti” ne avrà certamente apprezzato lo stiloso packaging
in cartone, chi l’ha aperto sarà rimasto stranito dal quanto meno
curioso bootleg, ed infine, chi ha inserito il cd nel lettore si sarà trovato
in camera una masnada di suoni deliranti e -assicurano i laghetto- totalmente
analogici. Il sound di questo lavoro del quartetto emiliano si rifà alla
vecchia scuola dell’hard-core, e ad esso vengono accostate liriche ai limiti
-spesso valicati- della comprensibilità. Talvolta tuono pettinato e soci
trasmettono nei loro testi una vena artistica di poesia “malata” (“La
ragione ha torto, quando ho capito di non poter essere il protagonista ho cercato
di essere il narratore[…] ma è un narratore che dubita della veridicità
del proprio racconto, se la creazione non gli si dà se non per amore di
qualcuno che non è se stesso”), in altri passaggi risultano quasi
irritanti (si veda in proposito la canzone “Gioele Stai Attento”,
il cui testo che consiste in poche agghiaccianti parole: “La mamma aveva
un figlio di nome Samuele. Adesso ne ha un altro, uno nuovo, e si chiama Gioele”),
ma nella maggior parte delle situazioni i Laghetto lasciano semplicemente attoniti
e pieni di domande. Per esempio: che senso ha che un membro del gruppo - che si
fa chiamare tuono pettinato - suoni una fintissima chitarra di plastica? E ancora:
cosa può portare un gruppo a scrivere mezza canzone (traccia otto) elencando
nomi e cognomi di calciatori? E si potrebbe andare avanti per ore nell’impervio
tentativo di decriptare tutti gli elementi di questo compact disc. Come visto
sopra, sono indubbiamente più diretti ed immediati i suoni: furiosi, sconvolti,
strepitanti ed accompagnati da una voce sgolante e tribolata. Come si diceva qualche
riga fa, se deciderete di “mettervi in casa” i Laghetto sappiate che
non busseranno chiedendo permesso, ma sfonderanno la porta… E probabilmente
voi rimarrete lì con i vostri perché.
kathodic.it
(Autoproduzione 2003)
Premessa:
Mi accingo a scrivere questa recensione cosciente del fatto che sarà difficile
rendere giustizia piena a questo album e che qualsiasi discorso su di esso mi
risulta sempre riduttivo.
Svolgimento:
Era da tempo che non aspettavo l’uscita di un album con simile impazienza.
“Sonate In Bu Minore Per Quattrocento Scimmiette Urlanti” (che titolo
ragazzi!) dei bolognesi Laghetto (quattro loschi individui che si celano dietro
strani pseudonimi quali: Tuono Pettinato, John D. Raudo, Ratigher e Gigei Ottone
) arriva dopo uno split (coi Magazine Du Kakao) e un ep autoprodotto ( da cui
già fui colpito positivamente ), ci voleva dunque la prova sulla lunga
distanza ( e finalmente ). In verità, avendo già sentito i pezzi
qualche mese fa a Pesaro in un loro strabiliante e infiammato live, come dire
“mangiavo la foglia”, avevo sentore che questo potesse essere l’album
della loro “consacrazione”.
E infatti. Sin da quando il cd ha cominciato a roteare tra le mie mani e i miei
occhi si sono pasciuti della sua confezione ultra-curata, cartonata, apribile,
dalla grafica superba (del resto Raudo, ratigher e Tuono sono anche disegnatori
vedi Donna Bavosa Comics) dicevo sin da quel momento la parola FICATA s’è
cominciata a palesare sulle pareti opache della mia mente.
Quando poi lo si inserisce nel lettore un sorriso vi ( da ora userò il
plurale perchè rifiuto l'idea che possano non piacere ) si stamperà
in faccia e vi rimarrà incollato lì per 31 minuti e 52 secondi esatti.
Vi chiederete se quel sorriso è dovuto più alle liriche demenziali
dei Laghetto ( eppur intelligentissime ) o sia piuttosto la naturale manifestazione
esteriore del godimento auditivo di 10 canzoni in cui l’equilibrio tra momenti
riflessivi, più lenti e anche acustici ( Devoured By Carla Bruni ) e attacchi
di furia cieca noise-core con bordate pseudo-metalliche ( L’Odore Dei Pomeriggi
=esempio calzante ) è perfetto. Ad ogni ascolto si entra sempre di più
nel mondo dei Laghetto: un mondo in cui individui in calzamaglia nera imbracciano
chitarre e suonano ninja-core per sconfiggere il terribile Norton.
Ma tentiamo di dare qualche coordinata dal punto di vista musicale. “Sonate
“ rispetto all’ultimo ep gode di una registrazione migliore ma non
è solo questo: qua sembra tutto più a fuoco, più maturo,
più cattivo, incompromissorio, urlato. Che ne so ascoltatevi la nuova versione
di Uomo Pera (unico pezzo ripreso dal precedente ep) e capirete di cosa vado farfugliando.
I Laghetto suonano come se un gruppo tipo Elio E Le Storie Tese o gli Skiantos
fosse stato tirato su a Breach, Refused, Botch o anche peggio. Le liriche? Un
esempio per tutte. Prendete S.S.Napoli Football Players 1982-1989 in cui sono
riusciti a rendere un semplice elenco di cognomi di calciatori, un anthem noise-core
di rara efficacia adrenalinica. Demenzialità e genialità. Fermatemi.
Starei qua a scrivere dei Laghetto fino al tramonto.
Conclusione:
Ascoltateli ASSOLUTAMENTE. Sostenete l’oligofrenia galoppante. W il Ninja-Core.
Postilla: questo cd è una coproduzione tra varie realtà amiche,
le voglio citare tutte: Donna Bavosa ( la Laghetto-label ), Anemic Dracula, Shove,
Riot, Hurry Up!, FineBeforeYouCame/Heartfelt, Bar La Muerte, Smartz, Nothing City,
Radio Riot, Kick Promotion, Cervello Morto, Produzioni Sante, 8mm records e Vacuum
studio (vacuumstudio@hotmail.com). Complimenti. A tutti.
Diego Accorsi
inkoma.com
Metal core? Ninjacore? Cmq metallici, schizzati x scelta (Devoured by Carlabruni),
potenti, spesso veloci, dementi (tutto il booklet con titoli all'insegna di un
Verissimo/Eva3000 misti a filosofie proprie). __koma ## I Laghetto ci sorprendono
davvero nel loro pastiche un po' hard-core-emo-post-core.Tracciarne un sommario
resoconto è cosa ardua; la loro è una trama musicale ostica, segnata
da inaspettate e violente esplosioni di suono che obbliga, per definirne i contorni,
il riferimento ad una delle band più significative del post-rock italiano:
I Nuvolablu. Richiamare un simile nome può far solo piacere ai Laghetto,
che ci consegnano un suono personale, e un riffage assai piacevole, impreziosito
da micro-melodie sapientemente incastonate nei nodi di una trama musicale, sempre
capace di imprevedibili accelerazioni. Ad un cantato urlato stirato sino all'estremo
della rottura vocale fa da contrappunto una voce assai nitida, salvo poi le due
voci mescolarsi nello squasso di una delirante commistione d'insieme. __by Barlac
kronik.it
Donna Bavosa
Un orgoglio nostrano
Avete voglia di vivere un’esperienza mistica senza bisogno di assumere droghe
particolari? Ma non intendo una di quelle menate da fricchettone nostalgico che
presuppongono l’ascolto di un disco di sonate indiane per sitar, mi riferisco
invece agli amanti del suono più ruvido e graffiante dell’hardcore
o in questo caso sarebbe meglio dire “ninja-core” (come recita il
titolo di una canzone contenuta nel disco).
E’ proprio così, ascoltare il primo disco ufficiale di questa band
italiana, è indubbiamente un’esperienza extrasensiorale grazie all’aura
surreale che aleggia intorno ad ogni brano e alla dissacrante ironia dei testi
delle dieci tracce che compongono “Sonate in Bu minore per quattrocento
scimmiotte urlanti”. Già il titolo del disco può prepararvi
all’ingresso in questo tunnel fatto di hardcore appassionato in stile primi
Refused e ricco di schizofrenia letteraria allo stato puro. Ma lo stile dei Laghetto
è personale ed originale e lo si nota nelle scelte vocali, nei ritmi e
nell’uso di un apparente “non-sense” decisamente affascinante.
In questo contesto non stonano titoli come “Proud of my pappagorgia”
e “Armageddon in casa Lapenta”.
Splendido anche il brano dedicato al genio di Carmelo Bene dal titolo “Requiem
for CB” in cui un tappeto sonoro di grande impatto fa da sottofondo alle
parole del famosoattore teatrale scomparso. Gli “stop and go” di “L’odore
dei pomeriggio (quando li butti via)” e la sua malinconia galoppante, rendono
onore alla cura dei particolari, senza mai cadere nel banale, così come
la lunga overture strumentale dal titolo “Gioele stai attento”. Insomma
i Laghetto dopo un demo e uno split e tanti concerti in giro per l’Italia,
sfornano un disco intenso che arriva di diritto sulle alte vette del moderno hardcore
italiano.
(27/9/03)
lamette.it
Sono un fan del Ratigher disegnatore, anche se fino a cinque minuti fa ignoravo
che avesse un alter ego punk, e lo stesso discorso vale per Tuono Pettinato. Poi
me li ritrovo entrambi su questo ciddì, siccome basso/voce e chitarra dei
Laghetto, e mi rendo conto che tra le altre cose sono anche due terroristi sonori,
e che l'originalità del loro rumoristico clan va ben oltre l'ormai consueto
passo al di là del limite della follia. E il bello è che suonano
pure da paura. Ma andiamo ad esplicare Sonate in bu minore per quattrocento scimmiette
urlanti (il titolo la dice lunga, credo).
Ninjutsu, hardcore old school, neologismi improbabili (?), linee di basso distortissime,
voci grind e brani recitati, influenze emo ed influenze noise, testi apparentemente
deliranti e testi deliranti per davvero. Questo ed altro troverete, suppergiù,
nelle dieci tracce che compongono questo mirabolante ed immaginifico ciddì,
che mi ha messo in serissime difficoltà perché è praticamente
inclassificabile, indescrivibile, incatalogabile e pertanto quasi irrecensibile.
Comunque m'è piaciuto, e parecchio. Digipack incredibile, coproduzione
di massa (li cito tutti: Donna Bavosa, Shove, Bar La Muerte, Riot, Anemic Dracula,
NC, Smartz!, Hurry Up!, Radio Riot, Fbyc, 8mm, Kick, Vacuum, Cervello Morto, Produzioni
Sante) e cinque euri di prezzo di copertina presso Radio Riot ('na miseria!) per
un disco che non vi lascerà la benché minima alternativa al seppuku
e che pertanto dovrete assolutamente procurarvi, dannate scimmiette cacacazze
in cerca di novità.
Uno shuriken in fronte a chi non se lo piglia.
[Simone]
movimenta.com
Noise. Hardcore. Big Black. Helmet. Slayer. Eyehategod. Unsane. Godflesh. Merzbow.
Cows. Valerio Zecchini. Fugazi. Post punk. Ministry. Rumore. Amphetamine Reptile.
Korn. Stoner. Punk.
Sicuramente il fatto che abbiano testi nonsense può dar da pensare che
Laghetto sia un gruppo trascurabile, tipo dei cazzoni con le loro chitarrine in
mano.
O può anche darsi che siano IL GRUPPO ROCK se ce n'è uno al mondo.
Può darsi che un progetto organico e sentito di musica "alternativa"
(nell'accezione più nobile del termine: un suono che nasce da un rigetto
delle forme musicali esistenti) non debba mettere in bella mostra ogni sua componente
per far urlare al capolavoro/completista/pazzi/geniali fall 2003. Fin troppo facile
relegare Laghetto ad uno sterile comparto di nicchia autodenominato ninja-core
(in realtà Laghetto non sono veri ninja. Sono più, a tutti gli effetti,
una manica di cazzoni che si prendono gioco di una cultura millenaria che non
hanno gli strumenti concettuali per capire, ma i crimini non passano inosservati
ed è per questa fondata ragione che le loro teste stanno per rotolare sul
pavimento della loro sala prove), come quel genere di gruppo che sì, carino
ascoltarli una volta ogni tanto ma poi vaffanculo. Laghetto è ben altro.
Una forma critica nei confronti di un certo sistema musicale, quello che deriva
da un certo tipo di sistema sociale; una critica dall'interno, dato che dello
stesso sistema Laghetto fa parte. Le schitarrate fuori tempo di Uomo Pera non
sono un gioco fine a se stesso, i rantoli anti-"Giorgio Cespuglio" della
canzone identificano un nemico, se vogliamo banale (ma non per questo meno inviso
a qualunque sano di mente), dandone però al tempo stesso una dimensione
inedita: italianizzata, volgare, basso-culturale che ridisegna i confini della
satira politica in chiave fumettistica. Evidente esempio di narrazione della realtà
attraverso l'ossessivo ricorso a figure retoriche che definire irreali è
puro eufemismo; Devoured By Carlabruni (allucinata rilettura di Quelqu qu'un m'a
dit) è DAVVERO un giochetto senza implicazioni reali?
E poi certo, dietro tutte queste cazzate Laghetto è un gruppo Noise (notare
la maiuscola), quindi un gruppo "di genere", anche se il genere che
suonano è il migliore mai esistito. Il punto cruciale, tuttavia, è
che all'interno dei canoni noise più abusati Laghetto riesce a reinventarsi
ed a trovare una formula che in mancanza di termini più nobili chiameremo
"italiana". Niente dipendenze, N citazioni. Rantoli deviati. Batteria
e chitarre per conto loro. Un magma sonoro impastato e travolgente. Un suono rozzo,
inutile, sguaiato, monolitico, slabbrato, pressappochista, di bassa lega, ignobile,
grasso, malvestito, poco attraente e infinitamente incazzato (o anche inKazzato,
se siete di Kuelli Ke mettono la K ad ogni Kosto). Il rock come dovrebbe sempre
essere e sempre più spesso non è. Affanculo i Gran Sopravvalutati,
lunga vita a Laghetto.
noize
La pazzia dei laghetto si vede dalle piccole cose...inizare un cd con un gorgheggio
dell'opera per poi partire con un psycho-post-mad-hardcore non è da tutti.
Bhe anche intitolare un cd "Sonate in blu minore per 400 scimmiette urlanti"
non è male... Inizio dall'analisi dei testi...allucinanti, la sagra del
non-sense...detto così potrebbe farvi storcere il naso ma vi assicuro che
nel contesto del cd nulla è superfluo o lasciato al caso, tutto si amalgama
fino a creare un contesto di pazzia sonora e lirica da paura!!!! Spiccano ne cd
OHM PERA (che fin dal demo è stata la mia preferita per i suoi schizzi
sonori e vocali), poi c'è la cover di Carla Bruni (dai, la modella che
un giorno ha deciso che poteva anche scrivere canzoni) che viene interrotta dall'interferenza
di un telefonino...heheheheh Si continua con ninja core, il ninja è una
tematica che ricorre spesso nel sito ufficiale e anche nel booklet, magari in
un intervista (ammesso che le risposte possano essere sensate...dubito) chiariremo
anche la figura del ninja nella mitologia laghettiana.... Anche SS Napoli footballplayers
1982-1989 merita una nota dato che inizia in inglese per poi partire ad urlare
i nomi dei giocatori del napoli delle citate stagioni....urlando a squarciagola
DIEGO ARMANDO MARA DONAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA. Poi si arriva alla canzone impegnata
nel sociale: Si chiama "Gioele stai attento" il testo è praticamente
inesistente ma nel booklet campeggia la seguente scritta:"La mamma aveva
un figlio di nome samuele. Adesso ne ha un altro e si chiama gioele", A buon
intenditor poche parole..... Con "La mano senza dita" si conclude uno
dei cd più assurdi ma allo stesso tempo può interessanti che abbia
mai ascoltato....Una voce fuori (ma veramente fuori) dal coro in Italia. Laghetto
rulezzzzz
passionealternativa.tk
Coproduzione in grande stile per il nuovo disco dei Laghetto. Il loro ninja core
mi fa impazzire da matti, la loro esplosione musicale è glaciale a tal
punto, da distruggere tutti i rivali concorrenti. La loro musica e una sinfonia
di Back con l'aggiunta di una instancabile posizione "massonica", "luterista".
Coinvolgenti nella loro disorganizzazione più completa, spaesati, come
un guardiano d'hotel nel mondo dei morti. Sofisticati e poco razionali, corrotti
dall'instancabile voglia di musica. In un nome tutto da scoprire, una vena artistica
da artisti da baraccone, da barboni della storia aristocratica. Pungenti al punto
giusto, e calcolatori in varie sezioni penetranti del cd, puri come una vodka
d'estate e sporchi come un quartiere malfamato di New York d'inverno. La parola
soft nel linguaggio burocratico dei Laghetto, non esiste, loro sono scontrosi,
feticci, sempre perennemente incazzati. Sound penetranti e costosi, arrapanti,
e scontrosi di base, insomma una miscela di amore e odio giornaliero. Pezzi dall'aria
immacolata, si trasformano in ambizioni scatenanti personalizzate, i migliori
in ordine di preferenza "Uomo Pera", "La mano senza dita"
e "Ninja core".Conclusione:prelibati in assenza d'ossigeno!
phonoteca.it
Rende felici ascoltare un disco così. Vedere che un gruppo che esaltavi
per un demo, è riuscito a realizzare un disco intero, un lavoro unitario,
mantenendo ciò che ti era piaciuto in quel piccolo ciddì, ed anzi
è riuscito a migliorare ancora, inserendo roba ancora più figa,
è decisamente bello. Tipo che non riesci a non ascoltarlo almeno tre volte
al giorno. Se già il demo evidenziava un gruppo personale, questo nuovo
disco toglie ogni dubbio a riguardo. Mi spiego meglio: i pezzi contenuti in Sonate
in bu minore…, riescono in qualche modo a essere perfettamente in linea
con quello che i Laghetto già erano (e qui si può citare i Refused,
gli Helmet, gli Unsane, ecc…), ma sono semplicemente meglio. È un
percorso naturale, penso; si inizia ispirandosi a determinate cose, ma poi si
cresce, le si rilegge in modo personale e ci si aggiunge del proprio. Si è
più consci di quello che si produce, ci si distacca da influenze, ogni
tanto più che evidenti, e si finisce per trovare la propria strada. Ovviamente
i gruppi che abbiamo citate tre righe in su ancora si ritrovano in queste dieci
tracce (e ce ne si trova pure di altri, scoprendo che i tre s’ascoltano
un botto d roba nuova…vedi Requiem for C.B. o l’inizio di S.S. Napoli
footbal players) ma si vede, si sente perfettamente che c’è molto
di più. Anche perché oltre alla musica, nei Laghetto ci sono i testi…Testi
incredibili, bellissimi, ricercati, devastanti, divertentissimi grazie ai quali
i Laghetto riescono, in strutture solidissime, sincopate, aggressive e urlate,
intervallate da vertiginosi momenti più astratti e quasi free (la parte
centrale di L’odore dei pomeriggi o la quasi strumentale Gioele stai attento),
ad incanalare un loro preciso immaginario. Un mondo fatto di Ninja, di tigri mutanti,
di modelle divorate da insetti, di soli sudati, di mani senza dita…insomma
di folle e apatica aggressività. E la musica che fanno è l’unica
pensabile per rendere al meglio e chiaramente ciò che hanno da dire.Quindi
più che di un semplice disco, potremmo parlare, se non avessimo paura di
sparale grossa, di un Manifesto (sentite a riguardo l’intro a Uomo Pera
o l’invocazione Ninja in Ninja Core), di un preciso Concept Album su un
modo di pensare e di affrontare le cose. Che a me piace tantissimo.Applausi scroscianti
per il packaging, per i testi e per Tuono Pettinato (che è un po’
l’anti Chiuaua e la reginetta dell’estate)
Traccia consigliata: Requiem for C.B.o L’odore dei pomeriggi (quando li
butti via)
Fatevi un giro su http://www.donnabavosa.com/laghetto/
FEDERICO BERNOCCHI (Socio #130)
punkforfun.it
Geniali. E con questo intendo: “sclerati”, malati, psicopatici,liberi
e spudoratamente originali. I Laghetto sono senza alcun ombra di dubbio una delle
realtà più particolari e difficilmente classificabili dell’intero
panorama alternative Rock (con la R maiuscola) italiano. Come riuscire a dare
una definizione sensata a ciò che i Laghetto danno alla luce con questo
“Sonate in Bu Minore per quattrocento scimmiotte urlanti”?Praticamente
impossibile! Persino il titolo è tutto un programma… sfido tutti
voi ad estrarne il significato! I Laghetto sono riusciti a ritagliarsi un mondo
parallelo,dove regna creatività,pazzia, ma soprattutto libertà di
porsi davanti alla musica senza alcun tipo di confine. Sotto le lyrics assenti
di alcun significato ben preciso come sotto la struttura dei pezzi privi di alcun
senso potrebbero nascondersi una forma di protesta verso ciò che è
troppo spesso la musica oggi. Troppo legata agli schemi dettati dalle mode che
invadono la scena “rock’n’roll” in generale. Un
mix vincente di accenti in chiave noise sulla scia dei mitici Refused, metal,
hardcore, indie, punk-rock, post rock, rabbia vocale e una composizione dei pezzi
che spesso e volentieri non hanno nè capo nè piede,rappresentano
la vera essenza di un gruppo che per quanto possa sembrare composto da quattro
insani mentalmente (o forse lo sono?),è in realtà figlio di gente
che è riuscita a trasmettere il proprio messaggio esplorando nuove vie,e
non è poco!...grandi!
Aldo
radioriot.org
Stupefacente ninja-core (hc new school in high tech reinterpretation) dalla polimusicale
Bologna! I Laghetto danno luce alla brutalità demenziale della loro pappagorgia
e del loro stile unico e inarrivabile! 10 canzoni dov'è impossibile trovare
una demarcazione tra la realtà e l'impossibile, capaci di stupirci dalla
prima nota all'ultimo urlo.
Baciamo le mani.
rumore n.142, novembre 2003
E' una delle hit incontrastate del circuito punk do-it-yourself, e non a torto:
in un crescendo delirante loro gridano "uomo pera" e i kids replicano
in coro "merda!" e il rito si compie. il brano è -l'avrete capito-
Uomo Pera, e loro sono i bolognesi Laghetto, autodescrittisi come i "refused
internati in un reparto di psichiatria". ma se state pensando a qualcosa
di goliardico vi sbagliate di grosso. trattasi di hardcore creativo coi fiocchi,
poco stereotipato e molto potente, forte di stacchi mirabolanti e testi geniali
(vedere ss.napoli football players 1982-1989, o lo straripare verbale degno di
un poeta slam di la mano senza dita e l'odore dei pomeriggi).
sonicbands.it
Ascoltando il disco dei bolognesi Laghetto, mi accogo di quanto sia ancora possibile
plasmare un genere (apparentemente non troppo personalizzabile riferendomi alla
scena italiana) come l'hardcore. Hardcore inteso come suono roccioso e muscoloso
nel quale i Laghetto riescono a infilarci dentro molte altre influenze (come noise,
rock ecc..), rendendo davvero piacevole l'ascolto di questo "Sonate in Bu
minore per 400 scimmiette urlanti ". L'originalità e una certa "follia"
di fondo aleggiano per l'intera durata del cd (ottimamente "impaccato"),
che sembra influenzato, almeno alla base, prevalentemente dai primi Refused, ma
aperto a mille altre influenze, capaci di far anche emozionare. Interessanti le
scelte vocali, con certi passaggi molto azzeccati, che certamente risultano essere
la cigliegina sulla torta del cd in questione. A parte un intro piuttosto banale,
le tracce proposte godono di potenza, originalità ed immediatezza, senza
cadere mai nel deja vu. Tra le canzoni che mi hanno maggiormente colpito per la
loro "integrità" ci sono "Uomopera", "Proud of
my pappagorgia", "L'Odore del pomeriggio (quando lo butti via)"
e "Armageddon in casa Lapenta". Da segnalare la presenza di "Requiem
of CB", bellissimo brano dedicato a Carmelo Bene, scomparso attore teatrale,
del quale vengono utilizzate le parole che fluttuano sulla musica composta dalla
band. La proposta è più che interessante, i Laghetto hanno il merito
di aver messo in mostra uno stile personale ed estremamente divertente. Grandi!
Fabio Igor Tosi
stewey's star #4
Il nuovo full lenght delle disastrate menti bolognesi mi giunge amico e lieto.
Lo si aspettava legittimamente, dopo quel mezzo ciddì su Loudblast che
poco ma poco merito rendeva ad una band che io praticamente amo. E mica solo io!
Anche per questo dubito fortemente che esistano molti italiani completamente privi
di nozioni al loro riguardo, e dunque tentare di parlare dei Laghetto come se
fossero materia ignota alle masse mi mette un po' d' ansia addosso. Ci provo,
ad ogni modo. I Laghetto mi pare abbiano detto qualche volta in prima persona,
anche esplicitamente, di ispirarsi ai Refused; sebbene sia un po' complicato stare
loro dietro quandunque esprimano il loro pensiero, la cosa non può che
trovare conferma nella musica delle "Sonate in bu minore...". Direi
più che altro i secondi Refused, non già quelli di "This just
might be...". E' una faccenda di ricchezza di spunti, una di quelle cose
che ti fanno bestemmiare il vocabolario italiano perchè vorresti usare
un sinonimo della parola "eclettismo" e non ti viene. Però vorrei
anche aggiungere che i Laghetto hanno un debito nei riguardi degli Helmet perlomeno
impagabile, se non forse a colpi di culo al Superenalotto; per quanto in effetti,
avendo le sinapsi che sono andate tutte, una per una, a puttane, tutto quello
che i Laghetto tentano di riproporre in realtà lo stuprano e lo fanno diventare
insano, giocondo, ma anche pesante, rumoroso, noiseggiante, sincopato, originale,
stressante, curioso, eccessivo. E qui volendo si innesta perfettamente il discorso
di "Proud of my pappagorgia"(Refused, ancora), proprio nel senso che
"ma che cazzo di discorso potrebbe mai essere?". Boh, dico io. "Bello",
dite voi. "Certo", dico io. E dico pure che dedicare una canzone a Carmelo
Bene è cosa più che buona, molto più che giusta: "Requiem
to CB", una colonna sonora in prima istanza, un qualcosa che non so perchè
mi richiama alla mente gli Integrity in seconda (istanza). In terza istanza la
follia di "Devoured by Carla Bruni", e mi metto a piangere dalla più
sconcertata gioia, e poi "Ninja Core", finalmente il Manifesto, chè
se avete letto l' intervista e se siete acuti osservatori attenti alle sfumature,
probabilmente la parola ninja vi dice qualcosa. Potrei anche continuare traccia
dopo traccia, ma tanto sono quasi finite e soprattutto è quasi finito lo
spazio. Quindi facciamo come quelli che i Laghetto tentano di spiegarli con un
po' di serietà: accade spesse volte che la gente che decide di fare musica
contingenti le proprie influenze e propensioni in favore di un ordine superiore
"ideale", che di solito si fa chiamare "noi sappiamo che vogliamo
fare proprio questo, e basta". Chi stabilisce dall' inizio il proprio percorso
con tale contegno, come tutti nella vita, può vincere o perdere; qui non
ci interessa saperlo. I Laghetto, di per loro, appartengono invece a quell' altra
scuola di pensiero che pretende che quando si va in sala prove tutti debbano ricordarsi
di portare il proprio bagaglio musicale al completo, e che partendo da quello/i
di limiti si debba potere non parlare. Anche in questo caso si può vincere
o perdere; a dire il vero accade più spesso che si perda. Si tratta di
una filosofia poco fruttuosa, detto in altri termini. Ed invece, guarda un po'
i casi della vita, i Laghetto non li sconfigge nulla. Va da sè che chi
non apprezza i Laghetto è un ladro ed una spia.
turistipercaso.org
// tuono pettinato - fake guitars - john d. raudo - vocals, guitars - ratigher
- vocals, bass - gigei ottone - drums
Adesso, un attimo di calma.
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh.
Cioè, questi fanno ninjia-core. Emmmenomale che tutti quelli che conosco
dicono che io do definizioni allucinanti, tipo turbo-hc-ultra-grind, con venature
emo-punk e un tocco di follia alla Merzbow.
Ora. se lo ascolti non lo molli.
Ho letto su Cronaca Vera di nuove forme armate di resistenza, guidate da un’esercito
di eroi in calzamaglia nera, tuttavia non si tratta dei Black Block
Ho letto su Cronaca Vera che l’uomo non discende da scimmie antropomorfe,
ma discende dalla pantera nera da cui discende l’ombra portatrice di morte…
Ma sono percezioni distorte del mondo che a volte possono dare un senso alla mia
esistenza votata al sovvertimento; la sorte di questo impero è segnata.
Come un ninja fai le scale (pentatoniche)
e come fai?
sono pazzi, un po' (come dice Lele Smartz) sei avessero messo i Refused dentro
delle camice di forza alla kriptonite, e una volta legati, li avessero appesi
per 2 anni come quel pingone che a londra sta sul tamigi.
Scariche di follia, con una melodia metallurgica in sottofondo. Ma mica si chiude
qua. perchè poi ti imbatti in Corrado FFFFFFFFErlaino che sgrattugiando
la sua gola su una dolce riffata dalle venature Slint/Fugazi, inceppa in una scordinatissima
session di jazz.iper.core.fusion.DillingerPlaneEscape. Già. Peccato che
poi il testo nonsense prende sense, e tutto si incasina ancora di più.
Perchè il ruomore, fine a se stesso, che gira e trita, non finisce fine
a se stesso, ma prende forme e spazi che non tutti ben definiscono, ma che l'orecchio
attento capisce.
Come un ninjia fai le scale (pentatoniche)
Padaddaddadatumpa.
Fin troppo banale?
E no, perchè questi ci escono sul serio così, un puzzone barbone
che rantola, la grattugia sulle 6 corde, il martello sulle 4, a calci il resto.
Puzzano, schifano e sono.
Se vi capitano sotto tiro non perdeteveli, e come dicono loro:
Uomo pera merda Uomo pera merda
Uomo palla yeah Uomo uva yeah
Terribile Norton merda
Uomo puma: yeah
Bertallot merda
Steve Frank Eeeeeehehhhh
D.I.Y.:YYYYYYYYYYYYYEEEEEEEEEEEAAAAAAAAH!
chi non li becca si becca una stelletta col ninjiacu, e tutte le tartarughe minchia
ad inseguirlo, a mo' di cane di raveabbestia..
chacka supporta ed è diy.
by chacka
uveviolence
Continuamos con el material este del sello italiano Shove records esta vez de
la mano de Laguetto que son de Bologna y en este disco colaboran nada mas y nada
menos que 16 sellos/colectivos y hasta un bar!, el bar "La muerte" toma
ya!.Bueno nada mas pensar como cojones se han podido poner de acuerdo 16 personajes
para sacar este disco, dan ganas de no escucharlo. Bueno seamos respetuosos, aqui
aparecen diez temas, cantados en italiano en poco mas de media hora, donde mezclan
a unos Refused con Helmet o Unsane; ellos por lo visto lo llaman ninja-core, cagate!
(ahora que me fijo el dibujo de la portada viene a ser una ninja).Me quedo con
los dos temas instrumentales "Armaggedon in casa lapenta" o "Requien
for cb" una estupenda canción con un paisano diciendo cosas en italiano
y en general con la calidad que desprende el disco en si, que unido a la presentación
en digipack de carton recortado, hace muy digerible este disco que saldrá
en los proximas semanas, ya que esto es primicia eh!