ARSENICO
FORTI DI INCOMPRESIONI INSTABILI - CD
Secondo cd per gli Arsenico, che come il suo predecessore (oltre alla demo e al
7") è un buon disco di hardcore melodico con una vena di tristezza;
ma non siamo di fronte ad un gruppo emo (seppure l'influenza dell'emo si faccia
sentire). Gli Arsenico mostrano una buona dose di personalità e capacità
di muoversi con naturalezza sia dentro che fuori dell'ambito hc, anche se a livello
musicale si ricollegano ad una certa 'tradizione' torinese: non a caso alla produzione
ha partecipato anche Massimiliano Bellarosa, che suonava la chitarra nei compianti
COV e ha collaborato con molti gruppi, Fluxus su tutti. E proprio l'influenza
di quest'ultimo gruppo fa capolino nell'opener 'Un altro colpo di tosse'. Gli
altri brani si muovono su diversi binari dall'hc classico ('Herr Professor'),
a variazioni emo ('TVB'), al flamenco ('Il ballo del bacino') lasciando addirittura
spazio all'elettronica ('Pochi metri [RMX]'); interessante 'Fratello Servo', nella
quale oltre ai già citati Fluxus si sentono echi di skate-hc. I ragazzi
hanno molte buone idee in testa ed è impossibile non notarlo.
Il disco è curato, sia nei suoni che nell'artwork. E' bene sottolineare
che in entrambi il gruppo ha messo direttamente mano: un ulteriore segno di maturità
e idee chiare.
Anche questo disco è nato da una coproduzione di una miriade di etichette
DIY, tra cui El Paso, Mastello, Smartz, Escape From Today (onnipresenti quando
si tratta di hc proveniente da sotto la Mole) e Donna Bavosa (che ci ha regalato
quel piccolo gioiello che è il disco dei Laghetto). Al solito l'unione
fa la forza, e fa anche dei gran dischi a prezzi accessibili.
___by hate tv
Smartz #22 (with el paso, mastello, troskot, escape from today, radioriot, suta,
mastrotitta, antes anomicos, human flies, spacciatori, donna bavosa, criscore,
equal rights, life of hate) - CD 2004 -
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lyrics:
COLPO DI TOSSE
Forti di incomprensioni instabili
Forti di incomprensioni instabili
a dichiarare infermità costanti e inopportune
soffro qui ora ma solo un altro
colpo di tosse farà contanto il mio respiro
prese d’assalto le rampe d’accesso
per i banchi del mercato di idiozie
proposte vecchie come le mie scarpe
e ancora tosse non cancellerà
innumerevoli giochi di prestigio
non conto più le volte che ho assaggiato
delle menzogne il duro colpo
resto amaro in bocca insisto
la fine che diventa ragione e libertà
difficile spiegare quando dico che
le morali si attaccano sui miei pensieri
e rendono il tutto così umano e fragile
tutte le volte distruggono i miei desideri
e vincono sulla mia rabbia e uccidono l’umiltà
il sole scolorisce i manifesti ai muri
è il tempo che si porta frasi e uomini all’oblio
è il mare che si ingoia facce danze e falsità
e le risputa in una nuova identità
non perderò il mio tempo
impegnando i miei pensieri
facendo lunghe attese per diritti
e per doveri scervellandomi
per dare soluzioni transitorie
impegnandomi in promesse
sul domani che è già scritto
e non venirmi a dire che è un eccesso
che il vento porterà via le mie frasi
che la pioggia laverà via le mie colpe
se io sento chiaramente per il male
che ho alla testa e nelle orecchie
che attorno esplode fantasia
e ritorna…………
NEI POMERIGGI DAI VOLTI DISTESI
Nei pomeriggi dai volti distesi
Ci correvano le strade sotto i piedi addosso correvano minuti interminabili nei
pomeriggi dai volti distesi
Rinchiudersi era un gioco allora non sembrava male non c’era affanno nell’attraversare
fiumi rinchiudersi era il gioco del non è importante vincere anche se perderci
non era più cosa per noi
Ci parlavamo parole calme e rosse nervose a volte urlavano le nostre gole nei
pomeriggi dai volti distesi
Effimeri erano il senso d’odio e di scorretto di inutile non avevamo forse
idea effimero era il sogno che portava avanti l’armonia di note giovani
ancora spugne ad assorbire
E staccavamo i passi dalle vie della realtà inutile spiegare quei motivi
così futili di dipendenza vizio e adesso dico nel bisogno di essere diversi
e compromettersi ad ogni costo
POCHI METRI
Scivola su vecchi moniti la mente gravida di sguardi attenti colti gli attimi
spariscono non sono favole mi dici veritas e io rispondo suoni antichi Fuochi
in galera diventa distante l’invidia che sento nell’esser diversi
Pietre in galera raccolte sui tetti lanciate sull’erba già troppo
lontano
Vivi in galera che cercano appigli nel blu di un vestito nei miei occhi verdi
Fosse in galera che segnano la fine del bene che non sarà mai
La verità non è nel bianco non nel mio letto e ogni notte mi uccide
La verità non è nel bene perché non esiste sono frasi già
dette
nanannananananannannananannanananananna
L'ULTIMA TORTA
Santa pazienza sento questa nenia dalla prima essenza e la modello corsa senza
fine cerco e non cancello
Porca miseria mai che riesca a dire una cosa seria ma è ciò che
mi detta l’anima e quello che conta è l’ultima torta
Ascolto i sogni che ho nel cuore se il cielo vuole io li seguirò partire
con cinque fili e sei violini ed un aiuto solo e limpido
Vetri colorati e coriandoli nel cuore volo basso sui confini delle mie dita se
il mondo è storto non lo guarderò tanto oramai ho imparato.
FRATELLO SERVO
Insulse morali inopportuni sguardi attraggono luce del sole vestiti sporcizia
dell’oro le corse a perdifiato giurami fratello servo di continuare a giurare
Verme che si nutre morbo che contagia nella stessa carne di cui pochi conoscono
il sapore vivi fratello servo e corri che se ti fermi pensi e non ti devi far
pensare
Non ti devi far pensare è quel che resta ad insegnarti che marciano sulle
frasi antiche per darsi ragioni assolte e assolute
E tutto in un attimo ti cade addosso fissando i tuoi occhi mi chiedono “è
vero e distante da questa frenetica lotta che aiuta noi stessi ad ucciderci”
Vivi fratello servo e corri che se ti fermi pensi alla tua vita e non ti devi
far pensare
Ti abbraccio come tu mi stai strozzando ti bacio come tu mi stai mordendo ti mando
carezze leggere che fanno volare parole ai bordi del mondo e quello che dico è
distante da quello che sono.