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chaka! dov'eri ieri sera?!?! eh????
di lele.
lele puzza
di chk
uhauauhuha sei finito in copertina?
di lele.
oddioooo ma sono ioooooooooooo
di Anonimo
28/05/2009 @ 7.30.26
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“Ma hanno scritto qualche colonna sonora?” mi chiede immediatamente P. appena metto “Folk Destroyers” nell’autoradio della sua auto. (specifichiamo che è sua và… )
Effettivamente quali note meglio si sposerebbero con una pellicola se non quelle dei Treni All’alba?
Totale assenza di parole e di titoli nel loro cd D’esordio, se di esordio si può parlare dopo 6 anni di live, sonorizzazioni e spettacoli teatrali.
Pure basi strumentali ispirati ai caldi suoni delle nostre terre mediterranee, alla tarantella, alla musica balcanica al rock e al progressivo.
Tra pizzichi di chitarra e tastiere, batteria e fiati, i Treni ci conducono in un viaggio nel quale, ogni stazione, è un incontro di generi e melodia.
Assolutamente piacevoli, anche per gli amanti del canto nella sua classica versione.
Musica totalmente indipendente, nel quale la parola per entravi dovrebbe farlo in punta di piedi.
Divertente notare come chi suona la chitarra acustica suona anche la classica, chi il pianoforte anche il synth: la scelta degli strumenti è una simpatica contrapposizione per nulla sforzata.
Ale @ Grigio Torino
I Bava nascono dalle ceneri dei Lessthanzero e Sukren Pudre, gruppi militanti dell'HC milanese. Questo CD è stato registrato tra il 2005 e il 2007 e, visto che sono sia i gruppi che le etichette punk sono per natura squattrinati, per produrlo c'è stato bisogno di una cordata di ben cinque etichette. Ma ne è valsa la pena. Andava data voce ai Bava. Questo è punk core ma non fatevi venire in mente gruppi come Screeching Weasel o Ramones. I Bava sono figli incazzati dei CCCP, dei Fugazi o dei Flux Of Pink Indians. I ritmi sono più lenti, i suoni e i riff stratificati e, soprattutto, i testi hanno qualcosa da dire a livello di alienazione urbana e non. L'influenza dei CCCP si nota sopratutto nella voce, anche se Mu, il cantante, è meno lirico e più tribale, mentre i ritmi sincopati, fragili, ma allo stesso tempo martoriati, sono influenzati dai Breach e dagli Helmet più anfetaminici. Scordatevi produzioni pulite, qui è tutto sporco, basso batteria e voce vengono registrati senza troppa cura per abbellimenti e orpelli. Ci sono 14 brani perfetti. Incredibile come pur essendo così ostici riescano sempre a trovare la forumla giusta per ciascuna canzone. Segnalo le mie preferite: "Drug Is For Users", "Il Ballo Dei Ributtanti" e "Bandiere". Disco superiore.
Dante Natale @ Nerds Attack
Piuttosto interessante questo nuovo prodotto (termine volutamente usato in senso provocatorio) dei Bava, distribuito da Dizlexiqa Rec. I quattro milanesi suonano una sorta di hardcore punk a tempi ridotti, senza eccedere nell'aggressività e puntando piuttosto sulla potenza delle liriche palesemente anarchiche. Il sottofondo musicale è più una sorta d'incrocio tra primi Fugazi e MC5, quella sorta di indie punk che rischia di essere molto più interessante del solito. Pezzi come Sulla Necessità Del Lusso puntano più sul parlato e su ritmi spezzati, altri come Radiografia di una Battaglia e Bandiere invece sono più dirette allo stomaco e aggressive. La produzione non è affatto spiacevole, non sporca eccessivamente il suono ma lo rende abbastanza soffocato da suonare davvero indie; peccato che proprio per il tipo di punk suonato dai Bava, in certi momenti ci sia bisogno di un audio più cristallino rispetto a quanto offerto. "L'ostile di vita" offre in gran parte pezzi piuttosto riusciti e se la cava bene anche nei pezzi più lunghi, mentre qualcuno di quelli più corti a volte sembra stato oggetto di meno cura rispetto al resto (tipo Non Pisciare Sull'Asse). Mi sembra giusto sottolineare la valenza dei testi (personalmente son rimasto favorevolmente impresso dal trittico finale) molto meno banali e prevedibili rispettp a quanto sentiamo di solito, con un uso dell'italiano non ovvio e senza inutile impiego di 'cazzi' vari. Una proposta molto interessante di cui c'era proprio bisogno in un panorama ormai saturo; un album maturo e con tutti i crismi per farsi ascoltare e per far pensare.
Damiano Gerli @ Kathodic
Bell’affare davvero questo disco dei Bava. Ci ho messo qualche secondo a entrare nella dimensione della band milanese, e di solito quando è così – voglio dire, quando non mi trovo di fronte a un ascolto a presa rapida – o sto ascoltando musica che a breve giro mi sembrerà superiore alla media, o sto ascoltando un gruppo eccessivamente pretenzioso. Direi che in questo caso c’è da propendere decisamente per la prima soluzione. A metà del primo pezzo mi viene in mente il Panico, e direi che in effetti c’è affinità non solo a livello di soluzioni musicali, ma anche nella scelta di metafore che riportano a una precisa posizione ideologica. Va precisato subito, però, che i nostri Bava stemperano il tutto con testi molto meno espliciti e con un uso abbastanza costante del registro ironico/sarcastico, del tutto assente nella maniera della grandissima band della Mole.
14 pezzi 14, tra cui una “Blasfemeide” divisa in due parti, per un disco dove non troverete batteria tirata e voce urlata, come da campionario, ma avrete invece, nell’ordine: pesanti grooves di basso, ritmi di batteria schizofrenici e mai veloci (al massimo sostenuti), riff di chitarra ricercati e pochissima ritmica. Il tutto circoscrivibile e circoscritto sempre e comunque nell’ambito punk, diversamente da molti crossover che sembrano andare per la maggiore ultimamente. L’ostile di vita, in definitiva, è un prodotto complesso e interessante, molto vicino all’inclassificabilità e sicuramente non adatto a tutti i palati: fermo restando che un minimo di originalità, o quantomeno uno stile riconoscibile, è esattamente quello che ci si auspica dalle nuove autoproduzioni e piccole produzioni italiche. O almeno io me lo auspico, e per questo vi dico: pollice in alto.
Simone @ Lamette.it


Sabato 17, ore 22.00
TORINO LOCAL SCENE & TAURUS presentano
T O T A L O U T O F S T E P N I G H T
ISOBEL
Postrock tra Fugazi e Motorpsycho, sonorità intense e nervi tesi.
Dopo 5 anni, due dischi e tanti concerti, everything's ending here. Stasera.
E' l'ultima festa, zuccherini per tutti. NON MANCARE!
www.myspace.com/4isobel - www.4isobel.org
EVOLUTION SO FAR
da La Spezia, punk hardcore portato e suonato con puro spirito Do It YourSelf in tutta Europa.
Pezzi corti, aggressivi, ispirati alla produzione america anni 80.
Disco nuovo bellissimo, "Dylar", uscito a marzo 2008.
www.evolutionsofar.com
TITOR
dal 2036, con membri de i Treni All'alba, Dead Elephant, Loung Camera.
Rock'n'Roll punk e viaggio nel tempo. La profezia che finalmente si avvera.
THE EEO
progetto di riflessione sui meccanismi di fruizione e produzione artistica in un contesto post-moderno
permeato da una fittizia decadenza culturale e umana, con lo scopo,
come insegna K.Popper per il quale "critica significa progresso",
di espandere in chi ascolta la coscienza analitica.
www.myspace.com/theeeo
CABRONES
freschi, giovani e belli. L'essenza e la purezza del punk.
www.myspace.com/cabbrones
Dj set: CLAUDIO BLAST
Taurus - Spazio di Libera Espressione Elettrificata
Via Doria 20 angolo Via Mazzini
10073 Ciriè (TO)
Tel. 0115505007 – 3312992856
[email protected] - www.iltaurus.com
Lunedi 14 aprile 2008 alle 22.00
Isobel
(post punk dal Canavese)
+
Lorena & the Bobbits
(punk/rockabilly dalla Germania)
allo United Club
Torino
E' lunedi: non venite tardi!
E per gli Isobel sarà l'ultima, ripeto l'ultima volta nella Motorcity.
A domani!!!
Bel concerto ieri sera per i milanesi FBYC - che dopo un anno di pausa tornano sui palchi - in occasione di Pagella Rock, ovviamente in modalità-ospite dopo un supergruppo rap-liceale. Non numerosissimo ma fidato il pubblico che li ha accompagnati fino alla fine, e come al solito gran lavorone di chitarre, dilatazione e tensione che si rincorrono continuamente, presenza scenica sopra le righe (anche se la lunga pausa si è un po' sentita) e - per me una news - un sesto uomo al microkorg.
...Mi chiedo solo dove fosse ieri sera il pubblico torinese... se non si muove per 20 km di sabato sera, per un gruppo così... che l'indie-rock-atdi l'abbia stufato?
Beh, a noi no. Grazie ai fbyc per l'ottima serata!
Spiace davvero arrivare in ritardo all’appuntamento con Fioca?, secondo lavoro degli Isobel, soprattutto perché è proprio di questi giorni la notizia dello scioglimento della band.
Un vero peccato se si considera come in soli cinque brani gli Isobel siano riusciti a condensare un intero micro-cosmo di emozioni in note. Dentro Fioca? troverete molto post, non solo come categoria musicale nelle sue varianti rock e core, ma soprattutto come peculiare stato mentale in continua tensione e mai uguale a sé stesso. È lavoro dalle strutture minimali eppure ricco di sfumature, lievi abbellimenti che si intrecciano per dare forza e pathos ai brani, il tutto senza la supponenza tipica del giro che conta, l’arroganza di chi pretende di essere “in”. C’è piuttosto molta cura nel disegnare i passaggi, quasi si temesse di esagerare nell’uso dei colori o in quello degli accenti, una timidezza nell’approccio che rafforza anziché mitigare, imprime nella mente piuttosto che nascondere. Su tutto si adagia la voce di Antonella, sempre puntuale nel dare il giusto ritmo ad un lavoro che convince nel suo miscelare l’impatto dell’hardcore più emotivo, le traiettorie trasversali del noise e una patina di leggerezza pop a smussarne gli angoli, perfetto crocevia tra generi e modi di essere. Andatelo a recuperare se vi è sfuggito, tra tanta musica evitabile Fioca? è un disco che non merita di passare inosservato.
Audiodrome (Michele Giorgi)
Una tecnologa alimentare, una prof di francese e una web designer, non proprio tre mangiapipistrelli. Eppure "Getting dressed fot a death metal party" - pubblicato grazie alla collaborazione tra Wallace, Smartz, The fucking fucking e Stress to death - è nuovamente uno schiaffo in faccia, pura potenza metal/noise.
Maria Murone ha intervistato le Agatha. Leggi l'intervista qui.




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